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Camera commercio «Patto aberrante»

Camera commercio «Patto aberrante»

Veltroni (Grosseto Oggi) chiede meno politica e più azione «Non vogliamo renderci complici di questo sistema»

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GROSSETO. «Non è possibile leggere cosa sta accadendo in merito alla elezione del nuovo presidente della Camera di commercio e starsene in silenzio; noi non siamo degli omertosi e sentire ancora oggi parlare di "Santa Alleanza" a Grosseto ci fa venire prima i brividi poi ci fa girare altamente le scatole. Noi non ci stiamo!»

La lista civica Grosseto Oggi, per bocca di Alfredo Veltroni (piccola imprenditoria e commercio), prende le distanze dal rinnovo degli organi camerali. Per affermare che «un ente pubblico con autonomia funzionale detentore di potere locale in materia di promozione, di amministrazione a supporto del mondo delle Imprese e dello sviluppo dell'interesse generale del sistema imprenditoriale dell'economia locale debba avere un presidente espressione di un "patto", di coalizioni strutturate tramite il potere che fa "manona" sull'interesse generale dei più, è aberrante oltre che dannoso per il sistema».

Veltroni si chiede se uno stato di cose simile non possa destare sdegno: ricorda che la Maremma è «sprofondata in un collasso generale economico senza proposte, senza aver visto ad oggi realizzata da Camera di commercio alcuna struttura, infrastruttura, azienda speciale per l'erogazione e gestione di servizi, a vedere decidere la possibile nostra speranza di recupero con il solito metodo delle "poltrone" e dei "giochini". Nulla di personale nei confronti dei due aspiranti e candidati ma permetteteci di esprimere definitivamente il nostro pensiero e la nostra posizione: la Camera di commercio può essere veramente la "Casa dell'economia locale" e dovrebbe oggi saper garantire professionalmente risultati certi in merito per esempio alla internazionalizzazione o all'innovazione tecnologica, a definitive scelte di rilancio e di recupero della Maremma come l'Agroalimentare». A un tale ente, aggiunge Veltroni si deve chiedere di «saper riattivare l'economia, il lavoro, l'occupazione locale della nostra Maremma quella non degli slogan ma quella quotidiana di un territorio aspro, duro, isolato ma con grandi potenziali da troppo tempo lasciati gestire da troppi "impreparati" raccomandati. Noi non ci stiamo a fare gli spettatori compiacenti né ci vogliamo rendere complici di un sistema che legittima non il metodo dei requisiti professionali e di merito ma il sistema di un obbligato passaggio di testimone tra "fiduciari" di un gruppo che tra l'altro non riesce nemmeno a fare lobby. Auspichiamo che Coldiretti, Assindustria e il sistema creditizio si chiamino fuori del tutto».

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