Sicurezza
Tasse, Massa Marittima non riduce ma fa le rate
Il Comune conferma tutte le aliquote in vigore e introduce le dilazioni per cercare di incassare quasi due milioni di cartelle ancora inevase
MASSA MARITTIMA. Le tasse restano le solite. «Non si sono i presupposti per poterle abbassare» dice il sindaco Marcello Giuntini, anche perché le manovre finanziare da Roma non rendono la vita facile agli enti locali. Senza dimenticarsi poi di quelle sentenze onerose ancora in ballo. In compenso, da oggi l’Imu a Massa Marittima si può pagare a rate. Il consiglio comunale ha approvato ieri il provvedimento con cui è stato cambiato il regolamento della Iuc (Imposta unica comunale) in cui appunto rientra anche la tassa sulla prima casa.
Una mossa richiesta da alcuni utenti che ancora non sono riusciti a saldare le proprie bollette e accolta dall’amministrazione, intenta appunto a riscuotere quei crediti, alcuni anche datati. Del resto, parliamo di quasi due milioni di euro. «Stiamo lavorando perché questi soldi non vadano persi: quello è l’importante» dice il sindaco Giuntini, che con i suoi uffici sta lavorando per studiare un metodo di rateizzazione in grado di andare incontro a tutti, purché questi debiti vengano saldati. Il consiglio è andato per le lunghe e gli argomenti trattati sono stati molti, ma il nocciolo della discussione sono stati i primi punti all’ordine del giorno, in cui si è parlato delle tariffe locali.
La seduta si apre con un mezzo giallo. Già prima dell’appello, il capogruppo di Massa Comune, Fiorenzo Borelli, avanza un’osservazione: «a parere di tutte le minoranze, pensiamo che questo consiglio comunale sia nullo». Il problema sarebbe rappresentato dal fatto che l’assise è stata convocata dal vicesindaco Luana Tommi, nominata dal sindaco e non eletta. Questione su cui la civica ha chiesto un parere anche al prefetto, senza però ricevere ancora una risposta. Dopo una serie di verifiche, il segretario comunale spiega che stando ai pareri dei tribunali da lui ritrovati la seduta è valida e si va avanti, arrivando alle tariffe.
Prima viene confermata l’aliquota Irpef, poi si passa all’Iuc, quella tassa che racchiude in sé Imu, Tasi e Tari. Questa invece viene cambiata, soprattutto perché alle casse pubbliche mancano circa un milione e 930mila euro: un accumulo andato crescendo negli anni, legato al fatto che oggi come oggi è sempre più difficile riscuotere. Tant’è che alcuni degli utenti interessati ha chiesto di poter pagare a rate il suo importo: una proposta che l’amministrazione ha deciso di allargare in generale sul tema della Iuc. Le opposizioni però non vedono di buon occhio questo debito accumulato. Ma soprattutto, la critica è rivolta al mantenimento delle tariffe: «pensavamo di poter vedere delle riduzioni, invece le teniamo al massimo».
Alfredo Faetti
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