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Nuove proteste fra i bagnanti per gli animali in spiaggia
SCARLINO. Non solo a Follonica, anche a Scarlino fa discutere l'ordinanza che ha portato l'amministrazione comunale a recepire quanto previsto dalla legge della Regione 59/2009 in materia di...
SCARLINO. Non solo a Follonica, anche a Scarlino fa discutere l'ordinanza che ha portato l'amministrazione comunale a recepire quanto previsto dalla legge della Regione 59/2009 in materia di presenza dei cani sul litorale. Una nuova segnalazione adesso mette in evidenza problematiche più incentrate sul rispetto degli obblighi imposti dall'ordinanza comunale.
«Praticamente tutti i cani che frequentano la spiaggia fra la Corte dei Tusci e il pontile sono senza museruola – spiega Enrico Calos, che in quel tratto di mare si reca quotidianamente – l'area della spiaggia libera è frequentata anche dai clienti con i cani degli stabilimenti balneari privati che sono nella zona, la presenza degli animali è continua ma il rispetto delle normative non è così stringente come dovrebbe. Qualche giorno fa un barboncino ha morso un turista e nonostante numerose segnalazioni ai vigili urbani difficilmente vediamo controlli o sanzioni».
Sulla questione serve però fare chiarezza. L'ordinanza 50 dell'8 giugno del 2015 ha disciplinato le attività balneari nel comune di Scarlino che si trovava con il protocollo di intesa siglato con il comune di Follonica scaduto ormai dal 2012. Adesso il litorale scarlinese prevede due aree dedicate nelle quali è possibile far fare il bagno agli animali da affezione, una di esse è in corrispondenza del canale Solmine ovvero a poca distanza dall'area indicata dal lettore. Nel resto del litorale invece i cani possono passeggiare e sostare con guinzaglio e museruola nei casi di animali particolarmente esuberanti. Ecco, proprio sulla definizione precisa dell'area dedicata al bagno dei cani ma soprattutto sulla decisione di inquadrare un animale come “esuberante” si estende quella zona grigia che dà titolo ai proprietari dei cani di poter sfruttare a ragione le opportunità permesse dalla disciplina ma contemporaneamente porta chi invece i cani non li ha a protestare per le inosservanze riscontrate. Insomma: un bel conflitto nel quale tutti gli interessati ritengono, molto probabilmente a ragione, di avere la legge, o almeno una parte di essa, dalla loro. «Ho scritto anche al comune di Scarlino e ai vigili urbani per segnalare il pericolo che un cane senza museruola possa ferire in maniera seria un bagnante – conclude Enrico Calos – perché in tanti si lamentano ma nessuno fa niente».
Michele Nannini
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