La Regione promette sostegni al reddito per tutti
Sul tavolo anche una proposta per cambiare il sistema di gestione della laguna Fratoni: «Penso a una governance affidata al Parco della Maremma»
FIRENZE. Nessun lavoratore sarà lasciato solo. Durante l’intera fase di ripopolamento del bacino di levante della laguna di Orbetello, tutti i 90 pescatori che traevano sostentamento dal pesce qui allevato, continueranno a ricevere una forma di sostegno al reddito. Ad assicurarlo è l’assessore regionale all’agricoltura, Marco Remaschi, che ha fatto il punto, in Regione, sulla situazione di emergenza che interessa la laguna.
Assieme all’assessore all’agricoltura, hanno preso parte alla riunione per discutere la richiesta dello stato di calamità che sarà inviata al Governo nei prossimi giorni, anche il sindaco di Orbetello, Monica Paffetti, e l’assessore regionale all’ambiente Federica Fratoni: «aspettiamo di ricevere una valutazione puntuale di quelli che saranno i tempi necessari per una ripresa delle attività nella laguna - ha riferito Remaschi - dopodiché individueremo quello che sarà lo strumento più adeguato per accompagnare tutti i lavoratori in questa fase di transizione. Di certo c’è l’impegno totale del presidente Enrico Rossi - ha aggiunto - a far sì che vi sia un pieno sostegno ai lavoratori che si troveranno nei prossimi mesi senza reddito».
La situazione di emergenza che si è venuta a creare con la morte di tonnellate di pesce allevato, prevalentemente orate e muggini, che non hanno più trovato, per via dell’alta temperatura raggiunta dall’acqua, l’ossigeno necessario per la propria sopravvivenza, riapre anche la questione della governance della laguna di Orbetello: per l’assessore Fratoni, è infatti necessario provvedere a un suo radicale ripensamento. «L’attuale governo della laguna fondato su un accordo di programma fra Regione, Provincia e Comune - ha affermato Fratoni - non è adeguato alla gestione di un habitat così delicato». La soluzione ideale, per il neo-assessore regionale all’ambiente risiederebbe infatti nell’affidamento della gestione dell’intera laguna al vicino Parco della Maremma: «ovviamente - ha fatto sapere Fratoni - deve esserci prima un pieno coinvolgimento del Ministero dell’ambiente che assicuri al Parco tutte le risorse necessarie per la gestione della laguna». D’accordo con la proposta dell’assessore, si è espresso il sindaco di Orbetello, Monica Paffetti: «continuare così - ha detto - è impossibile. Il Comune di Orbetello non ha le risorse né i mezzi per continuare a governare, così come di fatto avviene, dallo scorso mese di gennaio, con la fine della gestione commissariale, l’intera laguna. Sarebbe come se la gestione di tutti gli scavi di Pompei fosse affidata da un giorno all’altro al Comune. La proprietà catastale della laguna - ha ricordato Paffetti - è del Ministero dell’economia e delle finanze: è ora che tutti gli organi coinvolti, facciano, in particolar modo economicamente, la propria parte».
Per l’avvio della prossima settimana è intanto fissata a Orbetello la riunione del comitato scientifico della Laguna: «Sarà aperto - fanno sapere Fratoni e Remaschi - anche a tutti gli esperti accademici che nei giorni scorsi hanno avanzato suggerimenti sulla gestione della zona umida». Da parte di uno dei membri del comitato scientifico, il biologo Mario Lenzi, arriva nel frattempo anche la difesa di tutte le scelte effettuate nelle settimane che hanno preceduto il fenomeno dell’anossia. In particolar modo tiene a rispondere alle contestazioni avanzate dai pescatori della laguna che hanno denunciato l’eccessivo ritardo, quest’anno, nell’apertura delle idrovore che hanno inondato, dallo scorso primo luglio, la laguna, con nuova acqua, altamente ossigenata, proveniente dal mare aperto. «È vero - afferma Lenzi - che in alcuni anni recenti le idrovore erano state messe in funzione anche a maggio, ma questo per via di ondate di siccità estrema. La nostra scelta di ritardare, quest’anno, di 10 giorni, rispetto al calendario previsto, la loro entrata in funzione, rispondeva a una precisa richiesta proveniente da Wwf e Provincia di Grosseto, da noi condivisa, che tendeva a favorire una migliore nidificazione delle specie di uccelli che popolano la laguna. Il calcolo dei 40 giorni necessari per una totale sostituzione delle acque indicato dai pescatori - conclude Lenzi - equivale poi per un certo senso al conto della serva: non tutta la nuova acqua che entra rimane infatti all’interno della laguna, una parte esce dai canali. La piena sostituzione delle acque richiede infatti un periodo di tempo molto superiore ai 40 giorni. Quello che non potevamo prevedere al momento della decisione di ritardare l’apertura delle idrovore, era la temperatura, la più alta degli ultimi 60 anni, che sarebbe stata raggiunta in luglio dall’acqua della laguna».
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