Il Tirreno

Grosseto

Inceneritore, i sindaci ribadiscono il loro “no”

di Alfredo Faetti

La Regione concede una breve proroga prima della decisione sulla riaccensione Benini e Stella, insoddisfatti, mettono a verbale un parere pieno di perplessità

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SCARLINO. In un modo o nell’altro, tutto si chiuderà l’8 settembre. Per quella data, infatti, è stata convocata l’ultima conferenza dei servizi chiamata ad esprimersi sulle nuove autorizzazioni da rilasciare all’inceneritore di Scarlino. Quella finale, quella in cui verrà presa una decisione. L’appuntamento è stato fissato ieri proprio nel corso della conferenza, a cui hanno partecipato le amministrazioni dei due Comuni interessati dall’impianto, Follonica e Scarlino, depositando e mettendo a verbale una documentazione condivisa con tutte le preoccupazioni legate alla riaccensione dei forni.

Alla fine dunque la Regione ha concesso la proroga richiesta dai due enti, anche se in misura inferiore: i Comuni chiedevano altri sessanta giorni per poter approfondire al meglio questo argomento delicato, la Regione ne ha concessi ventuno. Meglio di niente, si potrebbe pensare. Ma non secondo i due sindaci Andrea Benini e Marcello Stella, che nel parere allegato al verbale sono tornati a ribadire «la necessità di una proroga al procedimento per approfondire l’istruttoria – si legge – riservandosi di presentare ulteriori documenti»; quindi, «si ritiene non opportuna la concessione di un termine breve che potrebbe sembrare solo dilatatorio e non utile nella sostanza».

È il tema centrale di queste nuove autorizzazioni richieste da Scarlino Energia: i tempi dei procedimenti. Sufficienti secondo la società, troppo stretti secondo gli oppositori. Un argomento venuto fuori anche per l’inchiesta pubblica, che terminerà i suoi lavori la prossima settimana, quando sarà chiamata ad esprimersi: l’appuntamento è per il 4 agosto nella sala Auser del Puntone. Polemiche a parte, comunque, il cronoprogramma è stato deciso: l’8 settembre la conferenza dei servizi si pronuncerà sulla Via (Valutazione d’impatto ambientale), il giorno dopo, il 9, sull’Aia (Autorizzazione integrata ambientale). Se il parare sarà positivo, i forni potrebbero tornare a bruciare nel giro di qualche settimana; in caso contrario, si aprirà uno scenario inedito.

I sindaci hanno molte perplessità riguardo alla prima ipotesi, legate a vari aspetti, anche riferiti alla Regione stessa. «Si ritiene che la Regione debba verificare in proprio i dati impiantistici visto che su di essi in passato vi è stata incertezza – si legge nei documenti depositati – esplicitando una volta per tutte le reali capacità dell’impianto: termica, energetica, eccetera. In particolare, si evidenzia che la formula per il recupero energetico presuppone dati specifici, indicati dalla società senza citarne la provenienza». Ma sono anche altri i dubbi: come gli aspetti legati al canale Solmine, la valutazione di incidenza dello stato del sito del Casone, ritenuta «del tutto insufficiente»; così come i modelli usati per verificare le ricadute degli inquinanti, visto che per i dirigenti dei due municipi sarebbe stato opportuno utilizzarne altri di diverso tipo. Senza contare poi tutta la parte che riguarda le questioni legate alla salute, su cui i Comuni hanno fatto fronte comune e compatto. «Si ritiene necessario procedere alla valutazione dei rischi – continua il parere depositato – tramite la valutazione di impatto sulla salute (Vis)», che è un percorso multidisciplinare che consente di organizzare conoscenze sugli effetti che insediamenti produttivi hanno sulla comunità. Ma anche attraverso «una valutazione del rischio di perdita di biodiversità».

Infine, Benini e Stella hanno presentato altre due richieste. La prima: «l’obbligo di sottoscrivere una polizza ambientale nella quale si deve valutare il potenziale rischio inquinamento». La seconda: «che siano effettuati monitoraggi in continuo sia per le immissioni in aria che nel canale Solmine, i cui dati dovranno essere comunicati ad Arpat ma anche, con una certa periodicità (ogni mese ad esempio) ai Comuni di Follonica e Scarlino e pubblicati sul sito della società».

Dubbi e richieste che troveranno il loro culmine l’8 settembre, quando in un modo o nell’altro, tutto si chiuderà.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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