Sicurezza
Fumata nera alle prime due votazioni
Camera di commercio, per la presidenza è comunque confermata la battaglia tra Palmieri (10 preferenze) e Breda (8)
GROSSETO. Era annunciato come testa a testa e testa a testa è stato. Tutto da copione nell’elezione del presidente della Camera di commercio: nessun eletto a primo e secondo turno, si andrà alla terza chiama tra non meno di 7 giorni e non più di 15. Sulla sfida resta l'ombra dell'outsider.
Così come anticipato, la battaglia è tutta tra Carla Parlmieri (presidente Ascom) e Riccardo Breda (presidente Cna). Due le votazioni andate in scena ieri nella sede dell’ente in via Cairoli. E in entrambe Palmieri acciuffa ben 10 voti. Solo 8 preferenze per Breda che resta comunque in partita, tre le schede bianche. Troppo poco, comunque, per sfondare il quorum e portare a casa l’elezione, ai primi due tentativi prevista a quota 16 preferenze. Dei 23 consiglieri delegati erano assenti Ferruccio Lucheroni (per ragioni di salute) e il leader degli industriali, Mario Salvestroni.
Dopo le doppie elezioni consecutive avvenute per acclamazione con Gianni Lamioni in versione asso pigliatutto, il mondo delle imprese si risveglia lacerato. Nel segreto dell'urna, l'esperienza di Rete imprese Italia appare sempre più un ricordo. L’impressione è che si proceda per schemi partitici e di pensiero: centrosinistra e idee riformiste da una parte, centrodestra e motivi liberali dall’altra. Ma c’è anche una battaglia nella battaglia, forse la più importante, con sostenitori di uno o dell’altro schieramento che si muovono appena sotto il pelo dell’acqua. Non è un mistero ricordare la simpatia di Gianni Lamioni per la candidatura della Palmieri. Così come Alessandri dà tutto per il fedelissimo Breda. Sullo sfondo restano le elezioni Comunali del prossimo anno, uno scacchiere in cui l’ente camerale occupa un posto di assoluto rilievo.
Anche in una competizione che, come già detto in passato, pare riservata a una presidenza lampo di circa un anno. Un’esperienza che dovrà essere tratto d’unione tra la Camera di commercio di Grosseto e il maxi ente che verrà, quello in fusione con la Cciaa di Livorno. In futuro, infatti, il presidente dovrà essere rieletto e tutto partirà daccapo. Ma le Comunali saranno trascorse. Dunque il motivo per accapigliarsi c’è. Eccome.
Per il momento, è evidente la differenza tra la linea di condotta tenuta da Cna e Confesercenti, pro Breda, e quella di Ascom e Confartigianato, solide basi della pole position della Palmieri. Nel mezzo, l’indecisione è tutta in casa Coldiretti e in un delegato estraneo al mondo associativo dell’agricoltura, commercio e artigianato. La Cia, infine, è data da molti vicina al candidato Cna, mentre la Confagricoltura di Vivarelli Colonna è orientata a sostenere, senza indugi, la donna simbolo dell’Ascom.
E a proposito di Vivarelli Colonna: il suo continua a essere il nome dell’outsider. Quel nome su cui potrebbero convergere tutti i voti della Palmieri e qualcosa dell’altra parte. Ma anche il gruppo agricolo è tutt’altro che compatto. Basta ricordare le continue frizioni tra Cia e Confartigianato da un lato e Coldiretti dall’altro. Intanto, a voler restare ai candidati espressi alle prime due chiamate, con un distacco di due lunghezze (in realtà è una, visto che la preferenza degli industriali è considerata in molti ambienti come sicura per Breda) la prova di forza della candidata Ascom e dei suoi sostenitori c’è stata. Ma rischia di essere una vittoria di Pirro. Un risultato buono, ma che non mette al riparo da nulla. Vero, l’elezione è a due passi. Ma sono due passi che vanno percorsi. Alla terza chiamata, infatti, per divenire presidente basterà la maggioranza assoluta dei consiglieri. Appena 12 voti, due in più di quanto raccolto sino a ora dalla Palmieri. Il presidente Ascom, a guardare i numeri nudi e crudi, è dunque a oggi favorito. Ma comunque costretto a lavorare per rendere solido il castello.
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