Il dolore
Bomba rimossa, è finita l’emergenza
L’ordigno trovato sull’Albegna a Barca del Grazi fatto brillare dagli artificieri, operazione riuscita senza problemi
ALBINIA. È stata fatta brillare ieri alle 12.38 la bomba da aereo, residuato della seconda guerra mondiale, che la settimana scorsa era stata trovata nel fiume Albegna alla Barca del Grazi a pochi chilometri da Albinia. Dopo lo scoppio avvenuto nella cava del Priorato, non lontano dal luogo del ritrovamento, anche la viabilità è tornata alla normalita e le famiglie evacuate hanno potuto fare rientro nelle loro abitazioni.
Tutto era iniziato nelle prime ore del mattino. Non erano ancora le 8 quando gli artificieri sono andati lungo l'argine dell'Albegna per programmare le operazioni di disinnesco. La bomba era stata trovata la scorsa settimana da un escavatorista mentre con la sua benna spostava la terra dal fiume. Un oggetto che dall'uomo, all'inizio, era stato scambiato per un ciocco di legno e quindi spostato da un punto all'altro. Non appena resosi conto della realtà tutti i lavori furono immediatamente sospesi.
Ad occuparsi dell'intervento il secondo reggimento Genio Pontieri. Responsabile e coordinatore dell'attività di bonifica dell'ordigno, il tenente colonnello, Claudio Fagioli. Il residuato bellico rinvenuto dall'escavatorista, risale alla seconda guerra mondiale ed è una bomba d'aereo americana da 1000 libre (circa 450 chilogrammi) e conteneva circa 140 chilogrammi di esplosivo. Un ordigno che però, per la sua particolarità, non ha permesso un disinnesco da remoto. Il comandante del secondo reggimento Pontieri, Antonio Pinto, ha spiegato che, di norma, per disinnescare questi ordigni si usa una chiave a razzo che in questo caso non è stato possibile utilizzare. La chiave a razzo funziona con due cartucce a salve. Viene messa sulla spoletta e a distanza, da remoto, vengono attivate le due cartucce che permettono lo svitamento della spoletta. In questo caso, questa bomba semiperforante, destinata ad abbattere infrastrutture di media consistenza, è stata dispolettata a mano perché la spoletta si trovava al suo interno. Una operazione che ha visto l'artificiere direttamente a contatto con l'ordigno nel momento più pericoloso, il disinnesco.
Una volta ultimata questa fase l' ordigno viene ritenuto sicuro e diventa solo un contenitore di esplosivo che può essere maneggiato in sicurezza. Dopo il disinnesco la bomba è stata portata, su di un mezzo messo a disposizione dal Consorzio di bonifica, nella cava del Priorato per il brillamento che è avvenuto in una buca profonda oltre 4 metri.
Per permettere queste operazioni il Comune di Orbetello aveva disposto un piano di evacuazione che ha interessato tutte le abitazioni collocate nel raggio di 1800 metri dal luogo del disinnesco. Chiuse anche alcune strade. I centri di accoglienza erano stati localizzati alla Polverosa e al campo sportivo di San Donato. Una operazione avvenuta in tutta sicurezza che però è stata vissuta con una certa apprensione dalla popolazione che non si era mai trovata a fronteggiare una evacuazione per una bomba. Il centro di coordinamento di tutte le operazioni è stato istituito ad Albinia nella sede della Misericordia. Tutte le operazioni si sono svolte nella massima sicurezza anche perchè messe in atto da personale altemente qualificato.
Il tenente colonnello Claudio Fagioli ha, nel mese di marzo, fatto brillare una bomba a Carrara per la quale sono state fatte evacuare 17.000 persone ed è stata interrotta l' autostrada A12 e la ferrovia.
Ivana Agostini
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