Italia
Una nuova graduatoria per le case popolari
Tra due mesi verrà riaperto il bando: cambiano le regole per l’assegnazione Gli appartamenti saranno meno affollati e ci saranno più controlli
GROSSETO. Approvato dal consiglio comunale il regolamento di assegnazione delle case popolari: «Tra due mesi la nuova graduatoria», annunciano in municipio. Tutto è legato alla legge regionale 41 di quest'anno (che ha modificato la 96/1996). In particolare, l’assemblea cittadina ha lavorato sui criteri d’accesso, assegnazione e uso degli alloggi.
Nei prossimi mesi, ogni municipio che insiste nell’area dell’Edilizia provinciale grossetana porterà all’attenzione del proprio consiglio il vademecum: sarà simile a quello già in vigore nel capoluogo e sorto da un identico schema di riferimento. E sarà tutt’uno con la nascita di commissioni alloggi ad hoc (a Grosseto già operativa). L’obiettivo è definire le linee guida utili a metter su bandi quadriennali (aggiornati ogni biennio) per l’assegnazione degli appartamenti. Il regolamento adottato a Grosseto va oltre la necessità di restare al passo con le norme dettate da Firenze. «Ne abbiamo approfittato per snellire le procedure e favorire il rispetto della legalità» dice l’assessore al sociale, Antonella Goretti. Con la svolta certificata in consiglio arrivano diverse novità. Anzitutto, una differente valutazione del rapporto tra composizione familiare e tipologia d’appartamento. Proprio a seguito delle nuove direttive regionali, tutto passa da un'analisi della superficie in metri quadri a quella del numero e del tipo di stanze presenti nell’alloggio. Come dire, grazie all’elasticità concessa a riguardo dalla legge regionale, l’amministrazione ha deciso di rivedere alcuni principi di sottoutilizzo e sovraffollamento. «Un appartamento di due vani e mezzo con tre posti letto più bagno e cucina – spiega l’assessore Goretti - risulta sovraffollato se ci sono sei persone. Mentre sino a ieri ce ne potevano stare massimo quattro». Lo stesso appartamento, d’ora in avanti potrà anche andare in sottoutilizzo. «Questo se, invece, è occupato da un solo inquilino». Cambiano pure i princìpi cardine dell’autocertificazione. Sì, perché chi vorrà partecipare al bando per le case popolari avrà l’obbligo di dichiarare il non possesso d’immobili in Italia o all’estero. Ma qui sorge qualche grattacapo: come controllare chi ha appartamenti fuori dai confini nazionali nostrani? «La legge 445 del 2000 spiega che le autocertificazioni devono essere, all’occorrenza, certificabili. Per questo – prosegue la Goretti - chiederemo, nel caso vi sia bisogno, un certificato emesso dal Comune d’origine del soggetto interessato. In caso di problemi, la persona sarà esclusa». Cambia pure il peso delle riserve: il 20% degli alloggi è destinato alla mobilità ordinaria tra chi ha già in uso un immobile popolare. Per questa quota non ci sono bandi, ma solo una valutazione semestrale delle domande che potranno arrivare in qualunque momento. Categorie protette (anziani e giovani coppie) avranno alloggi di superficie non superiore ai due vani. Il 35% degli immobili esclusi dalla mobilità ordinaria sarà destinato all’emergenza abitativa: 10% per delicati casi sociali; il restante a vittime di sfratti per morosità incolpevole.
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