Il Tirreno

Grosseto

Tasse, a Scarlino arriva l’aliquota Irpef a scaglioni

di Alfredo Faetti
Tasse, a Scarlino arriva l’aliquota Irpef a scaglioni

Il Comune introduce l’imposta per tamponare i tagli ai contributi statali Decisa anche la riduzione della Tasi, ma la minoranza contesta la manovra

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SCARLINO. Alla fine è arrivata anche a Scarlino, dove un vuoto da trecentomila euro di tagli statali ha convinto l’amministrazione a compiere questo passo. Parliamo dell’aliquota Irpef, che da oggi la metà degli scarlinesi sarà costretta a pagare, a seconda della fascia di reddito. L’altra metà, invece, è stata esentata. Ma a fronte della nuova imposta, la maggioranza di Marcello Stella ha approvato una riduzione del 4 per cento della Tasi sulla prima abitazione, portando a un risparmio di circa 70 euro per le famiglie.

L’opposizione di Monica Faenzi però non è convinta che questa sia la strada giusta: per la lista il Coraggio di Cambiare, infatti, il vuoto dei tagli poteva essere colmato attraverso delle economie sulle spese pubbliche. L’assessore al bilancio Francesca Mencuccini lo ha detto chiaramente: «come amministrazione non siamo certo soddisfatti di inserire una nuova tassa: se avessimo avuto un’altra scelta l’avremmo presa».

Il problema è stato il Fondo di solidarietà statale, che si è ripreso 312mila euro su cui in municipio pensavano di poter contare. Venuti meno questi soldi, l’amministrazione è corsa ai ripari e per far quadrare i conti ha deciso di inserire l’Irpef anche a Scarlino, uno dei pochi Comuni ancora esenti. Verrà pagata a scaglioni, a seconda del reddito annuo: dai 15mila ai 28 mila euro l’aliquota sarà di 0,65 euro per mille, da 28 a 55mila dello 0,7, da 55 a 75mila dello 0,75, oltre i 75mila euro l’aliquota sarà dello 0,8 per mille. I redditi inferiori ai 15mila euro annue, invece, saranno esenti dall’imposta. «Si tratta di 1.409 cittadini» dice Mencuccini. Poco meno della metà dell’intera popolazione.

Ma c’è anche un’altra novità nel piano tariffario scarlinese: la Tasi per la prima casa scende dal 2,4 per cento al 2 per cento. «Un sostegno alle famiglie» dice l’assessore, seguita a ruota dal sindaco. «Siamo tra i Comuni con le tariffe più basse», spiega Stella.

Faenzi e gli altri consiglieri di minoranza però non sono convinti della manovra. Anzi. «Potevamo tagliare spese inutili sostenute dal Comune – dice Francesca Travison – Avete dato lo zuccherino della Tasi e poi inserite una nuova tassa». Ma soprattutto, Travison fa due conti. «Le entrate dell’Irpef non saranno sufficienti a coprire quei 300mila euro». Il capogruppo, poi, allarga il ragionamento sul piano tariffario e punta l’attenzione sull’Imu. «L’aliquota per i terreni agricoli è del 9,8 per mille mentre quella per i terreni edificabili è del 10, eppure c’è una bella differenza tra le due destinazioni». Le tariffe Imu, comunque, sono rimaste invariate: dal 6 al 10,3 per mille a seconda della superficie in questione.

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