Sicurezza
Da Mps 10 milioni di euro per far ripartire il settore
Il plafond è destinato a far fronte alle esigenze più immediate di copertura danni Renzetti (Cgil): «Pensiamo a chi non ha più lavoro, c’è un mercato da presidiare»
ORBETELLO. La moria dei pesci è ormai conclusa ed il pensiero non può non andare a quelle che saranno le sorti dei 50 dipendenti della Orbetello pesca lagunare. La banca Monte dei Paschi di Siena ha stanziato un plafond di 10 milioni di euro per le imprese e le famiglie dei territori di Orbetello e dell’Argentario. Il sostegno, denominato “Insieme per ripartire”, è destinato a far fronte alle più immediate esigenze a copertura dei danni alle aziende produttrici e alle famiglie. «Il pacchetto – ha dichiarato Paola Basagni, responsabile Mps della direzione territoriale mercato di Grosseto – è uno strumento finanziario messo in campo in via straordinaria per sostenere le aziende e le famiglie interessate dalla calamità naturale.».
A sostenere i pescatori anche Claudio Renzetti segretario provinciale della Cgil. «L’obiettivo - dice - è salvare l' attività produttiva e tutelare i lavoratori. Serve un piano industriale per affrontare i due-tre anni di fermo, presidiando il mercato». Una presa di posizione forte. «Dal nostro punto di vista – spiega il segretario provinciale Claudio Renzetti – la priorità è salvaguardare l’attività produttiva della Orbetello pesca lagunare e i 100 posti di lavoro che essa garantisce. È evidente che questo passa per il ripristino dell’equilibrio ambientale della laguna, per favorire la ripresa del ciclo biologico di vita dei pesci. Questo richiederà due o tre anni». I suggerimenti della Cgil sono la «dichiarazione dello stato di crisi e l' intervento diretto dei ministeri competenti attraverso i fondi di solidarietà ma non basterà. Si dovrà mettere in campo un piano industriale d’emergenza per superare gli anni di fermo e rallentamento produttivo, preoccupandosi di trovare gli strumenti per presidiare il mercato con il marchio aziendale».
Il futuro della cooperativa e dei suoi dipendenti sta a cuore, in primis, al suo presidente, Pier Luigi Piro: «In questo momento l'azienda- sostiene - ha bisogno della forza lavoro per ripartire. Non è che licenziando le persone si risolvono i problemi. Dobbiamo trovare anche con l'appoggio degli ammortizzatori sociali la possibilità di mantenere i posti di lavoro e di dare continuità alle necessità aziendali. Faremo le nostre valutazioni e tutto dipende dai fondi che arriveranno. Abbiamo bisogno di soldi per riprogettare il futuro. Dobbiamo far ripartire l'azienda e questo significa investire sulle persone. In questo momento, però, non siamo in condizioni di rassicurare nessuno ma la volontà è quella di ripartire cercando di mantenere tutti i dipendenti». (i.a.)
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