Sicurezza
Milioni di euro per salvare i castagneti
Arrivano i finanziamenti a fondo perduto per il piano di filiera: oggi incontro con l’associazione sui prodotti trasformati
ARCIDOSSO. Stasera alle 21 nella sede dell’Unione comuni di Arcidosso, località Colonia, incontro e presentazione del progetto integrato di filiera “legname innovativo ed energia” (finanziamenti a fondo perduto) che fa parte del futuro Pif, organizzato dal consorzio forestale amiatino. Il Pif regionale, insomma, aguzza l’ingegno per poter accedere ai finanziamenti e alle molte opportunità offerte dal piano integrato di filiera. Anche l’associazione castagna Igp del Monte Amiata lo scorso 22 luglio, infatti, ha chiamato a raccolta imprese, aziende e commercianti e castanicoltori ad Arcidosso in località Colonia per presentare le nuove opportunità da inserire nel Pif che l’associazione sta preparando. Un progetto importante, che arriva dopo che è stato condotto a buon fine quello precedente denominato Vacasto. Questo si chiamerà Vacasto plus e punta, in particolare a privilegiare il comparto dei trasformati, quello che in Amiata è più debole: «La nostra idea - spiega Lorenzo Fazzi, presidente dell’associazione castagna - è di essere nuovamente capofila di un progetto che guarda alle molteplici risorse che possono arrivare dalla trasformazione della castagna: c’è già la birra, ci sono i dolci, le marmellate, i succhi, le bevande energetiche. Si tratta di vedere se gli imprenditori vogliono valorizzare questo comparto. Nella programmazione 2014-2020, la Regione ha messo più di 100 milioni di euro. Se facciamo un buon Pif le risorse ci saranno. Questo siamo andati a spiegare ai castanicoltori, lo scorso mercoledì». Insomma l’occasione è ghiotta. «Bisogna vedere quanto vogliono investire i castanicoltori - commenta il presidente Lorenzo Fazzi - se qualcuno puntasse al comparto dei trasformati bisogna non perdere i treni». Intanto, dopo aver attraversato una crisi durissima dovuta all’attacco del cinipide del castagno, questo 2015 sembra essere più confortante rispetto all’annataccia 2014, che vide azzerarsi del tutto i raccolti di castagne. Un gap dovuto sia al clima che non era stato per niente favorevole, sia al cinipide che ormai da anni sta indebolendo i raccolti. «Quello che al momento sappiamo - dice Fazzi - è che i castagneti sono abbastanza in forze. Il cinipide c’è ancora, ma presumibilmente il torymus, antagonista del temibile cinipide galligeno, sta dando qualche risultato. Ormai abbiamo fatto lanci di antagonista un po’ dappertutto e speriamo che l’insetto abbia attecchito. Abbiamo anche dato il via ad un allevamento autoctono a Fonte delle Monache e questo alleggerirà i costi dei lanci nei nostri castagneti. Ce la stiamo mettendo tutta. Con il Pif appena chiuso abbiamo reso possibili interventi sui recinti, sui seccatoi, sulle potature. Adesso puntiamo ai trasformati. Vediamo di dare una svolta vera a questa attività che fa girare denaro e prodotti di ottima qualità».
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