Il Tirreno

Grosseto

Merendine scadute, multa da 350 euro

di Sara Landi
Merendine scadute, multa da 350 euro

Chiuso il caso delle elementari di via Sicilia: il Comune opta per un maxisconto sulla sanzione ipotizzata per la Camst

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GROSSETO. La vicenda delle schiacciatine scadute consegnate ai bambini della scuola primaria di via Sicilia per il loro pranzo al sacco durante la gita scolastica si conclude con una multa di 350 euro alla Camst, la società aggiudicataria dell’appalto del servizio di refezione scolastica nelle scuole del Comune di Grosseto fino al 30 giugno 2017.

Così almeno risulta da una disposizione comunale del 23 luglio scorso che ricostruisce la vicenda e il percorso che ha portato alla determinazione dell’importo della multa.

Il caso scoppia nello scorso mese di marzo quando alcune mamme si accorgono, leggendo l’etichetta delle schiacciatine riportate a casa intatte dai figli dopo la gita, che erano scadute ben due mesi prima, il 6 gennaio.

La vicenda viene discussa animatamente in un gruppo Facebook cittadino dove comincia a circolare la foto delle merendine scadute e partono segnalazioni ai Nas e in Procura.

La Camst si attiva subito per verificare cosa sia successo, sia rispetto alla partita ricevuta già scaduta dal fornitore sia rispetto al mancato controllo che ha fatto finire le merendine scadute nel cestino pranzo della gita.

È il 17 marzo quando il Comune contesta con una nota ufficiale alla Camst la mancata verifica della scadenza del prodotto somministrato e chiede di fornire dettagliate giustificazioni circa l’increscioso episodio.

Da parte del Comune l’orientamento iniziale è quello di applicare, in forza dell’articolo 12 del contratto di appalto che disciplina le penalità in caso di inadempienze rispetto agli obblighi contrattuali, una sanzione di 350 euro per ogni confezione scaduta che è stata distribuita ai bambini. Considerando 46 pezzi per altrettanti bambini in gita quel giorno la multa, almeno in via presuntiva, poteva superare i 16.000 euro.

Ma è solo una cifra teorica perché la ditta ha il diritto di presentare le sue controdeduzioni. Cosa che la Camst puntualmente fa con una nota del 19 marzo in cui fa presente al Comune che «l’episodio contestato consiste in una singola consegna in un’unica giornata di una partita di schiacciatine e pertanto riconducibile a un’unica inosservanza». In altre parole c’è stato un unico errore nel ciclo di controllo dei prodotti e unica deve essere anche la sanzione.

Il Comune di Grosseto ha ritenuto di accogliere le giustificazioni fornite dalla Camst e ha deciso dunque di comminare la sanzione nella misura minima di 350 euro, importo da detrarre al momento del pagamento della fattura di maggio relativa al servizio fornito alla scuola di via Sicilia dove l’episodio si è verificato.

Tra l’altro nel provvedimento viene sottolineato il fatto che «non risultano essersi verificate conseguenze di ordine sanitario nei bambini che hanno eventualmente consumato le merendine» e che quindi in sostanza l’accaduto, pur increscioso e capace di scatenare la protesta comprensibile dei genitori e del personale della scuola, non ha creato problemi di sicurezza alimentare per gli alunni.

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