Il Tirreno

Grosseto

il caso Grifone

Camilli: Le telecamere? Le ho prese io

Francesca Gori
Piero Camilli
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Piero Camilli

l Comune sporge denuncia per furto in Procura, dallo stadio sono spariti l’impianto di videosorveglianza e il software

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GROSSETO. Giallo risolto. È bastata una telefonata per svelare il mistero delle telecamere di videosorveglianza dello Zecchini che il Comune non ha più trovato dopo aver ripreso l’impianto. Una telefonata al numero dell’ex presidente del Grifone Piero Camilli. «Quelle telecamere le avevo comprate io e me le sono riprese - ha spiegato - non capisco cosa sia tutto questo can can».

La vicenda dell’impianto di videosorveglianza dello Zecchini si perde nel tempo: un anno fa le telecamere che erano state installate dal Comune non funzionavano più, tanto che la Prefettura ordinò che la prima partita di campionato fosse giocata a porte chiuse. I tifosi restarono fuori dallo stadio e il Comandante decise di fare da sè per accorciare i tempi e permettere al campionato di riprendere senza ulteriori stop. «Andai a Milano in fretta e furia - spiega ancora Camilli - e acquistai quelle sei telecamere oltre alla scheda video della sala Gos. Spesi circa novemila euro».

Quello che però è successo dopo allo Zecchini lo racconta una delibera di giunta approvata una settimana fa esatta. Una delibera che ripercorre le tappe di un film che in questi giorni si è trasformato in un tormentone per i tifosi biancorossi che hanno visto la loro squadra precipitare in Eccellenza.

Il 15 gennaio la società U.S. Grosseto aveva infatti firmato la convenzione per la concessione in uso dello stadio di Grosseto, convenzione che poi è stata annullata il 30 giugno di quest’anno. Dopo la comunicazione di recesso, i tecnici dell’amministrazione hanno fatto un sopralluogo all’impianto, per verificare che tutto fosse in ordine insieme al legale rappresentante della società U.S. Grosseto Football Club. E sono stati loro ad accorgersi che mancavano quelle sei telecamere di videosorveglianza, oltre a una matrice video della sala Gos, quelle che serviva per registrare le immagini dell’impianto per la gestione dell’ordine e della sicurezza e un gruppo di continuità della sala tornelli. Attrezzature che erano state comprate da Camilli.

«Le vecchie telecamere - spiega ancora - quelle che erano del Comune e che sono state disinstallate perché non garantivano la sicurezza dell’impianto sono in un magazzino vicino alla biglietteria. Se i tecnici le cercano, le troveranno lì».

Ma la Giunta non è andata troppo per il sottile e nella delibera approvata la scorsa settimana, oltre ad aver diffidato la società di patron Camilli dall’entrare di nuovo dentro lo Zecchini e dopo aver sostituito anche le serrature dei cancelli dello stadio ha presentato denuncia per furto alla Procura contro ignoti.

«Questa cosa della denuncia non la capisco proprio - dice Camilli - quelle telecamere le avevo comprate io e quando abbiamo lasciato lo stadio le abbiamo portate via».

Il Comandante reo confesso non tentenna nemmeno un minuto: il giallo delle telecamere lo ha svelato lui, con una telefonata.

La Procura di Grosseto non avrà da fare alcuna indagine per dare un nome e un cognome all’”ignoto” accusato dall’amministrazione di aver rubato le telecamere. Le ha prese Camilli, quelle nuove e funzionanti. Quelle vecchie invece sono lì nel magazzino accanto alla biglietteria dove erano state messe l’anno scorso.

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