Attenzione
Rapporto Ires: Maremma in caduta libera
Occupazione ai minimi storici e pochissimi segnali di ripresa. L’unico settore che tiene è quello dell’esportazione
GROSSETO. Una Toscana che viaggia a due velocità, con la provincia di Grosseto che resta indietro, un po' come tutta la costa.
Questo il quadro che emerge dal Focus Economia 2015 dell'Ires Toscana che è stato presentato dal presidente dell'Ires, Fabio Giovagnoli all'attivo provinciale della Cgil di Grosseto.
Una scelta, quella di convocare l'attivo prima delle ferie, che il segretario della Cgil Claudio Renzetti ha fatto proprio per mettere sul tavolo quelle partite che la Cgil intende giocare a partire da settembre.
Il dato più preoccupante che emerge è che l'occupazione, nel 2014, è ai minimi storici, con 92.000 unità, un dato che, insieme a quello degli oltre 30.000 iscritti al collocamento, fa passare in secondo piano la riduzione di un punto percentuale, dall’8,9% al 7,9%, del tasso di disoccupazione provinciale nel 2014, che viene catalogato dall'Ires come derivante da fenomeni di scoraggiamento. Insomma, c'è chi, ormai, il lavoro non lo cerca nemmeno più. «La crisi – commenta Renzetti – ha impoverito, ma non in maniera eguale, la Toscana: c'è una parte della regione, quella costiera, dove c'è anche Grosseto, che si è inabissata in una crisi profonda con cadute di tutti gli indici rilevatori, e non mostra segnali sostanziali di ripresa». Senza considerare il settore dell'edilizia, ormai in crisi strutturale e per il quale Renzetti annuncia, in autunno, iniziative choc, preoccupa il manifatturiero, che in Maremma rappresenta appena il 6,9% dell'economia, a fronte di una media regionale che sfiora il 15%, e che in autunno vedrà il finale di alcune partite importanti, come quella della Mabro, dell'Eurovinil e «la partita fondamentale – dice Renzetti – che riguarda la piana del Casone, che non è solo quella dei gessi rossi, ma anche tutta quella del piano delle bonifiche: una partita su cui sono in ballo mille posti di lavoro, quasi tutti collegati tra di loro perché un dipendente della Tioxide è legato in modo indissolubile a un dipendente della Crosa, l'azienda metalmeccanica che fa lavori di manutenzione anche in Nuova Solmine e altre aziende». Non c'è, poi, da farsi illusioni con il turismo. Innanzitutto perché «rappresenta meno del 7 per cento del pil della nostra provincia» e soprattutto perché «dà molto lavoro stagionale e precario e le condizioni dei lavoratori del turismo sono destinate a peggiorare in termini di reddito relativo, a causa delle ultime norme: solo il passaggio da Aspi a Miniaspi a Naspi dimezzerà l'importo dell'indennità di disoccupazione, ci sono tantissimi voucher, abbiamo la fila di persone che hanno denunciato di essere state assunte a tempo indeterminato a tutele crescenti per fare la stagione, ma gli è già stato detto che verranno regolarmente licenziate a fine stagione, quindi tutto per prendere gli incentivi, le famose furbate italiche. Quindi i dati dell'occupazione dovranno essere analizzati una volta che saranno finiti gli incentivi».
Per Renzetti occorre differenziare e integrare i turismi. E in tal senso ben venga anche il Centro di documentazione sulla civiltà etrusca.
C'è un unico dato incoraggiante, tra quelli evidenziati dall'Ires, ed è quello delle esportazioni.
Per carità, niente di straordinario, ma la provincia di Grosseto mostra una certa vitalità, in particolare per quanto riguarda l'agroalimentare.
«Noi condividiamo – dice Renzetti – ne siamo stati addirittura il soggetto proponente, l'idea di un contratto d'area per l'agroindustria, perché vediamo dall'analisi di oggi che ci sono delle grandi potenzialità sull'export di qualità e da noi queste potenzialità potrebbero essere espresse soprattutto nel settore agroindustriale, sempre che si rimanga al di sopra di una certa qualità».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
