Sicurezza
«Questo fenomeno non deve preoccupare»
Intanto la notizia della morìa di gabbiani a Giannutri è confermata dalle istituzioni. «Negli ultimi dieci-quindici giorni _ sono parole di Giampiero Sammuri, presidente del Parco dell’Arcipelago...
Intanto la notizia della morìa di gabbiani a Giannutri è confermata dalle istituzioni. «Negli ultimi dieci-quindici giorni _ sono parole di Giampiero Sammuri, presidente del Parco dell’Arcipelago Toscano _ sono stati segnalati a Giannutri qualche decina di gabbiani morti o moribondi ed è ragionevole immaginare che i decessi siano più di quelli scoperti dai bagnanti e dai turisti che si sono rivolti ai giornali e alle associazioni protezionistiche». Per questo motivo il Parco ha deciso di attivarsi, prelevando le carcasse di alcuni volatili così da compiere delle analisi e comprendere le ragioni di questa morìa. Si sospetta che i gabbiani possano avere ingerito sostanze intossicanti contenute nei rifiuti conferiti nelle discariche dove sono soliti cibarsi, Civitavecchia o Roma. «Il fenomeno, però _ prosegue Sammuri, che nasce biologo, esperto di avifauna, prima ancora di essere un amministratore _ non deve preoccupare più di tanto. Il gabbiano reale non è una specie né minacciata, né in diminuzione. Sono altre le specie la cui conservazione desta preoccupazione all’interno del Parco dell’Arcipelago. Qui abbiamo semmai un problema opposto. L’eccessiva presenza del gabbiano reale, infatti, ha un impatto negativo ad esempio sul gabbiano corso, quella sì specie minacciata e in diminuzione». «Questo non vuole dire _ sono ancora parole del presidente di Federparchi Sammuri _ che il caso vada sottovalutato. Faremo quindi degli accurati accertamenti». In queste ore sono in corso, ad opera dell’Istituto zooprofilattico di Grosseto, le analisi di laboratorio per scoprire le cause dei decessi. «A volte _ conclude Sammuri _ può capitare che nelle discariche i volatili ingeriscano cibo che ne provoca la morte. Non è la prima volta che accade. È importante effettuare prelievi per conoscere l’origine del fenomeno». Sammuri chiede infine di non fare inutile allarmismo. L’altra ipotesi, avanzata sui social, è che a falcidiare i gabbiani sia stato un virus, ma è meno probabile perché questa specie di uccelli possiede un sistema di anticorpi efficientissimo. (g.b.)
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