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I dubbi dell’opposizione sull’esproprio

I dubbi dell’opposizione sull’esproprio

La minoranza di Castel del Piano chiede l’annullamento della delibera per l’acquisizione delle resedi

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CASTEL DEL PIANO. «Quella delibera non è regolare. Annullatela». La minoranza di Castel del Piano “Per un comune di tutti” chiede al consiglio comunale la revoca della delibera n.17 riguardante l’acquisto di resedi in località Cellane zona Pip.

La questione si trascina ormai da tempo e sta provocando un polverone, perché malgrado le ripetute richieste formulate dai membri del gruppo di minoranza veniva loro negato l’accesso agli atti relativi a questa procedura. Infatti, il 10 giugno 2015 il consiglio comunale di Castel del Piano si pronunciava sul punto n. 5 all’ordine del giorno per una «rettifica errore materiale deliberazione consiglio comunale n. 6 del 27/03/2015 concernente l’acquisto di resedi di terreno in zona p.i.p.». Proprio in questa circostanza, vista la non disponibilità degli atti, il capogruppo di opposizione Sandro Ginanneschi, abbandonava l’aula. Nello specifico, si tratta di un indennizzo che un privato ha avuto perché il terreno a lui espropriato era affittato e dunque con l’esproprio ha avuto un mancato guadagno. Per questo, il Comune lo risarciva con 8.500 euro. Ma proprio su questo punto i documenti paiono non saltar fuori. Ragion per cui lo stesso Ginanneschi, nel consiglio comunale successivo, insisteva nelle proprie richieste di accesso ed in conseguenza richiedeva che la delibera in questione venisse revocata; la maggioranza, però, respingeva la richiesta di Ginanneschi. Ma la questione è andata avanti e il 14 luglio veniva diramata al sindaco, al funzionario responsabile Paolo Pericci, al geometra Matteo Bognomini e al consigliere comunale Sandro Ginanneschi la comunicazione a firma del segretario comunale Daniela Venturini avente per oggetto “Cessione volontaria in procedimento espropriativo terreni in zona PIP Cellane. Accesso agli atti consigliere comunale Ginanneschi Sandro”, con cui il segretario comunale faceva richiesta di messa a disposizione del consigliere Ginanneschi dell’integrale documentazione afferente il calcolo dell’indennizzo nella relativa procedura di esproprio. Considerando, dunque, la legislazione corrente che afferma che i consiglieri comunali e provinciali hanno diritto di ottenere dagli uffici, rispettivamente, del comune e della provincia, nonché dalle loro aziende ed enti dipendenti, tutte le notizie e le informazioni in loro possesso, utili all’espletamento del proprio mandato…”, la minoranza che non ha ancora ottenuto quei documenti tante volte invocati, chiede «che il consiglio comunale si pronunci in via di autotutela per la revoca della deliberazione n.17 del 10-06-2015». (f.b.)

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