Sicurezza
«Gabbiani morti di stenti» Per l’ornitologo non è così
Il referente del consorzio dell’isola di Giannutri esclude l’ipotesi avvelenamento Per lo specialista della Lipu gli uccelli morti sono troppi: ecluse le cause naturali
GIANNUTRI. «I gabbiani di Giannutri muoiono di stenti, non li avvelena nessuno». Giuseppe Ferrante, referente del consorzio dell'isola e residente nel piccolo paradiso maremmano, non accetta che siano state anche solamente ventilate delle ipotesi su un'intossicazione degli uccelli che caratterizzano da sempre l'oasi in cui vive. «I gabbiani se ne vanno dall'isola intorno al 15 luglio e tornano a fine ottobre – spiega – È la selezione naturale a farli morire, non trovano cibo e non è che come gli umani possono essere portati in ospedale perché riescono a volare a stento. Ogni giorno ne trovo sei o sette nella cala e li porto via altrimenti si creano miasmi e altri ci saranno sicuramente nelle zone dove non riesco ad arrivare».
Il punto nodale della questione sta tutto in questa frase contestata dall'associazione di tutela dei volatili, Lipu, perché come spiega l'ornitologo del gruppo, Marco Dinetti, una moria così elevata è sintomo solitamente di qualche problema esterno e non di cause naturali. «Se si trovano decine di volatili morti – spiega il professionista – i motivi non possono essere naturali: solitamente si tratta di intossicazioni o forti traumi. Il gabbiano reale è una specie longeva con un tasso di mortalità molto basso, se fossero tre uccelli morti allora potremmo parlare di cause naturali ma se il numero aumenta i motivi sono altri. Per quanto riguarda il fatto che non riescano a trovare cibo lo escludo, anche perché il gabbiano è onnivoro e molto scaltro, quindi sa come procurarsi il mangiare. Sono animali molto mobili, capaci di spostarsi cinquanta o sessanta chilometri al giorno, ma non sono uccelli che migrano, fatta eccezione per i piccoli che solitamente fino a tre, quattro anni, si spostano nell'Europa continentale, per poi rientrare nel luogo dove sono nati».
L'ornitologo spiega che gli spostamenti dei gabbiani sono legati a molti fattori, dai venti al cibo, ad altre variabili meteorologiche: ma oggi come oggi questa specie nidifica ovunque. «Se ci sono degli esemplari malati potrebbero essere portati al centro Lipu di Livorno, dove noi li curiamo e poi li rimettiamo nel loro ambiente se riescono a sopravvivere – spiega ancora Dinetti – Comunque sarebbe molto utile capire il motivo di queste morti, per parlare poi con cognizione di causa: l'appello che facciamo è quindi rivolto alle autorità locali che si interessino della situazione di Giannutri e magari analizzino una carcassa di gabbiano. Anche perché se fosse confermata l'ipotesi di un avvelenamento dovrebbero essere fatti dei controlli ambientali per proteggere anche gli altri animali dell'isola».
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