Il Tirreno

Grosseto

Allarme predazioni «Pronti a manifestare»

di Fiora Bonelli
Allarme predazioni «Pronti a manifestare»

Gli allevatori aspettano risultati dalla cattura degli ibridi e dei lupi Se il problema non verrà risolto scenderanno in piazza come è successo in Francia

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GROSSETO. Il problema dei predatori non è solo della provincia di Grosseto. E nemmeno solo della Toscana. È nazionale ed anche europeo. Lo dimostrano gli ultimi accadimenti a Nasagò, frazione di Ormea, dove domenica, di buon mattino, è stata ritrovata la testa di un lupo appesa con un chiodo alla bacheca della locale Comunità Montana. E anche a Ormea, in provincia di Cuneo, il problema predatori c’è e forte, in tutte le valli dove l’allevamento è l’economia prevalente della zona. Una maniera, questa di esporre “lupi” uccisi, che segnala un malessere fortissimo di tutte le zone in cui i fatti accadono e la provincia di Grosseto ne sa qualcosa: episodio di Roccalbegna, dove un lupo ucciso fu lasciato in piazza, Semproniano, Scansano, dove un lupo morto fu lasciato allo svincolo per Grosseto. E poi fatti simili a questi che hanno fatto inorridire soprattutto gli animalisti, ma che hanno ricevuto la riprovazione degli stessi allevatori e delle loro associazioni. Sono gli allevatori stessi a tirarsi fuori dalla mischia e a dichiarare che non sono certo loro a compiere gesti del genere. Si preferisce, piuttosto portare in piazza le pecore squartate dai lupi come ha fatto di recente a Manciano Carmelo Masala, che dopo un susseguirsi continuo di aggressioni al suo gregge decimato di centinaia di capi, ha preso le pecore morte e agonizzanti e le ha condotte sotto gli occhi di tutti.

Ma adesso la situazione di pericolo lupi rimbalza in tutta Italia, come dimostra l’ultimo episodio della provincia di Cuneo. Ed è problema europeo, come dimostrano i fatti della Francia: qui i pastori, dopo aver manifestato duramente con i greggi, che sono stati condotti sotto la torre Eiffel e dentro il Louvre, hanno anche esposto al tour de France dei manifesti con le pecore raffigurate e la scritta: «anche noi abbiamo il diritto di vivere». Alcuni pastori del grossetano, dunque, tornano a discutere su quanto sta accadendo. Virgilio Manini, allevatore di Saturnia rammenta che «l’assessore all’agricoltura Marco Remaschi, qualche giorno fa, in un incontro tenuto in Regione ha promesso l’inizio delle catture dal 20 agosto al 15 settembre. Gli ibridi e i canidi catturati verranno immediatamente sterilizzati e indirizzati ad appositi centri specializzati per la detenzione di animali pericolosi. Remaschi ha ribadito che il fenomeno predatori, che era già preoccupante, ha avuto un incremento del 30%, evidentemente sono necessarie misure a tutto campo per difendere un comparto. Abbiamo anche spinto tutti per richiedere all’Europa la modifica del de minimis di 15.000 euro da pagare per i danni subiti all’allevamento e si è parlato dell’appuntamento, stabilito per settembre, fra i tre ministri all’agricoltura di Italia, Francia e Spagna, tre nazioni colpite duramente dai predatori. Noi allevatori, da parte nostra diciamo che è opportuno guardare bene al problema: il tempo è scaduto. I predatori vanno catturati e i danni pagati. Tutti. Dopo l’incontro di Firenze occorre dare fiducia per l’ultima volta all’assessore, ma poi se i risultati non arriveranno si sceglieranno vie diverse. Magari una manifestazione nazionale come quella della Francia».

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