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Laguna di Orbetello, l'esperto: "Un fenomeno enorme e repentino"
Mauro Lenzi, biologo e membro del comitato scientifico della laguna di Orbetello, spiega al Tirreno le cause del disastro
Un enorme fenomeno di anossia, cioè di totale assenza di ossigeno nell’acqua, ha causato la vasta moria di pesci nella laguna di Orbetello. È avvenuto repentinamente e nessun intervento è riuscito ad arginarlo, come spiego in questa nota che il giornale “Il Tirreno” mi ha chiesto.
Nella notte tra il 24 e il 25 luglio si è verificato un intenso episodio anossico in tutto il bacino di levante, inclusa l’area della peschiera di Ansedonia dove si trovavano accumulati considerevoli banchi ittici, per alcune centinaia di tonnellate. L’anossia ha interessato tutta la laguna di Levante (900 ettari), 500 ettari della quale era già da giorni in condizioni di totale anossia; un complesso di eventi distrofici che hanno portato in sospensione una tale quantità di sostanze riducenti - e lo sviluppi di batteri anossigenici - da rendere vano qualsiasi tentativo di produrre un miglioramento in termini di ossigeno disciolto.
In sostanza sono caduti in anossia i rimanenti 400 ettari, distribuiti tra Ansedonia e le aree immediatamente limitrofe alla Feniglia, interessate da una prateria di fanerogame. In quest’ultima area, abbiamo scoperto, si erano accumulate soprattutto le anguille, mentre sotto Ansedonia orate e altre specie.
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Questa anossia è un fenomeno di portata enorme ed è avvenuto repentinamente, come si arguisce osservando i dati dalla centralina multiparametrica. L’ossigeno disciolto, infatti, crolla da 4,04 milligrammi per litro alle ore 20 del giorno 24, a 1,73mg/L alle ore 21, a 0,11 alle ore 22, per rimanere sostanzialmente a 0 mg/L da quell’ora in poi per tutta la giornata del giorno 25 e fino alle 12 del giorno 26 (ultima lettura dei dati della centralina, prima di questa nota).
Va detto, inoltre, che le acque marine immesse in laguna dal mare nella notte del giorno 24 avevano un bassissimo contenuto di ossigeno (1,6 mg/L). Un accertamento nella stessa giornata alle ore 12 evidenziava una caduta di ossigeno durante l’attraversamento del canale dal mare (7 mg/L) alle idrovore (4 mg/L).
Il fenomeno di moria è da attribuire unicamente ad un evento anossico, mentre è da escludere qualsiasi evento distrofico (processo solfato-riducente con sviluppo di componenti tossiche, quali idrogeno solforato) evento, quest’ultimo, che è stato quasi sempre la diretta causa della morte della fauna ittica.
Le ragioni si spiegano in un quadro di forte sofferenza della fauna ittica del bacino di levante stressata da fenomeni anossici nelle scorse settimane, da costanti ipossie notturne e da temperature considerevolmente elevate che durano ormai da tre settimane.
In questo fragile quadro, il vento di scirocco (Sud-Est) che si è instaurato nella giornata de 24 e per tutta la notte e la mattinata ha reso difficile lo scambio termico tra atmosfera e colonna d’acqua.
Un abbassamento anche di un solo grado, che può avvenire in fase notturna con un vento asciutto di terra (Ovest, Nord Ovest, Nord), consente una penetrazione e il mantenimento in soluzione di una maggiore quantità di ossigeno.
Questo non viene consentito da un vento caldo carico di umidità. Solo in questo modo può spiegarsi un evento che ha interessato alcune centinaia di ettari di laguna.
(* biologo e membro del Comitato scientifico della laguna di Orbetello)
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