Toscana
Treni, stop a due diretti per Firenze
Dopo la riapertura della linea si deve scendere a Siena e prendere la coincidenza. Dopo soli 5 minuti
GROSSETO. La ferrovia tra Grosseto e Siena è stata riaperta, ma ha perso un pezzo. Anzi due. Due treni, che prima dell’alluvione del 2013 che trascinò via circa un chilometro di rotaie nei pressi della stazione di Murlo (Siena) viaggiavano diretti tra il capoluogo maremmano e quello regionale, all’indomani della riapertura della linea a ottobre 2014 si sono ritrovati spezzati.
È proprio “spezzato” il termine tecnico che indica che, invece di filare dritti tra le due città – circa 150 chilometri in linea d’aria – i passeggeri che salgono a Grosseto alle 16.32 sul regionale 21386 devono scendere a Siena e aspettare la coincidenza per Firenze. Un treno, questo, che tra l’altro aveva già subito una pesante modifica, poiché prima partiva intorno alle 19.50.
Lo stesso devono fare i passeggeri che salgono a Firenze alle 18.10 sul regionale 11777 (in passato partiva intorno alle 18.40) per arrivare a Grosseto alle 21.15: anche loro devono scendere a Siena e aspettare la coincidenza. Ed è qualcosa di più di una scocciatura, non solo per i passeggeri con ridotta mobilità o con molti bagagli al seguito.
In primo luogo è una promessa mancata. Quando la linea fu danneggiata e per mesi rimase interrotta in attesa di trovare i 3 milioni di euro necessari a ripararla, dalla Regione fioccarono rassicurazioni: sarebbe stata riaperta senza toccare un vagone. Rassicurazioni di cui in Maremma c’era un gran bisogno, visto che negli ultimi dieci anni decine di treni sono stati tagliati. E invece il ritocchino c’è stato.
Quello imposto dopo la riapertura della linea – e questo è il secondo aspetto – è infatti un terno al lotto, almeno nel caso del viaggio da Firenze a Grosseto. Chi parte dal capoluogo toscano con il treno delle 18.10, infatti, arriva a Siena alle 19.38 e alle 19.43 ha il cambio per Grosseto, il regionale 21393. Appena cinque minuti.
Una comodità per non perdere troppo tempo? Se i treni fossero in orario certamente sì. Ma non è il caso dei treni italiani in generale e di quelli di questa tratta in particolare.
Lo scorso 4 dicembre il Tirreno ha effettuato un monitoraggio su questa tratta e due treni su cinque sono risultati sistematicamente in ritardo.
Va detto che, ad ogni modo, le opportunità di trovare un treno diretto sono ben poche. Su ventiquattro treni da Grosseto a Firenze, alcuni via Siena altri via Pisa, solo sei sono diretti: alle 5, 5.25, 6.57, 7.19 e 13.50. Poi fino alle 19.45 non c’è alcun treno diretto. Un buco nell’orario di ben sei ore. Il biglietto, seconda classe, per alcune corse costa 15,50 euro, per altre 17,60 e, tranne che per il treno delle 13.50, il viaggio dura tra le due ore e mezzo e le tre ore.
Scegliendo un viaggio con un cambio, di solito Pisa, il biglietto può costare oltre 30 euro, nel caso uno dei treni sia un Frecciabianca. Una spesa doppia che spesso garantisce un minore tempo di percorrenza, circa due ore e mezzo, ma non sempre. La combinazione Intercity più regionale per la corsa delle 16.10 che arriva a Firenze alle 19.07 costa 25,60 euro ma impiega comunque due ore e 57 minuti.
Da Firenze a Grosseto la situazione è, se possibile, ancora più desolante. Su ventidue treni, solo tre sono diretti (alle 11.28, 15.28 e 17.28). Il biglietto costa sempre 17,60 euro e la percorrenza è tra le due e mezzo e le tre ore. Anche qui sono possibili le combinazioni con Frecciabianca e Intercity con le stesse conseguenze per durata del viaggio e costi.
Tempi biblici e biglietti non economicissimi, insomma. Almeno a confrontarli con lo stesso viaggio fatto in pullman. Una corsa Tiemme tra Grosseto e Firenze dura circa due ore e un quarto e il biglietto costa 11,70 euro. Un richiamo di sirena per i viaggiatori.
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