Il Tirreno

Grosseto

Gli imprenditori in coro: «Pronti a combattere»

Gabriele Baldanzi
Gli imprenditori in coro: «Pronti a combattere»

A Roccastrada e a Campagnatico altri due laboratori che danno lavoro ed esportano la bontà del territorio

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GROSSETO. Stefania Calvellini è la contitolare del Pastificio Maremmano di Roccastrada, un’azienda che negli ultimi anni ha saputo crescere e ritagliarsi una fetta di mercato importante.

«Siamo in perfetta sintonia con Roberto Delli _ commenta Stefania _ richiedere la tutela per il tortello maremmano è un mio vecchio pallino. Ci mettiamo anche a disposizione per la stesura di un disciplinare di produzione, requisito essenziale per poter presentare poi domanda di Dop o Igp alla Comunità Europea».

Stefania è donna intelligente e capace. Le piace scrivere e fare la nonna, ma soprattutto si dedica all’azienda di famiglia: «Il tortello maremmano per me è da sempre qualcosa di speciale, di patriottico: un ripieno bianco verde, racchiuso in un quadrato di pasta all’uovo, che gradisco accompagnato con il rosso di un semplice sugo al pomodoro. Trovo più che giusto che venga riconosciuto come tipicità e gli venga assegnata la giusta tutela, una Dop, così che sia prodotto esclusivamente in Maremma, con la sua originaria ricetta, e che evochi in chi lo mangia tutta la bellezza del nostro territorio. Peraltro la Dop sarebbe giustificata anche dalle enormi quantità che se ne vendono ovunque».

Sulla stessa lunghezza d’onda Walter Seggiani (Pasta Dante, azienda leader del settore nel centro Italia, con sede a Campagnatico). «Condivido ciò che dice Roberto Delli. È arivato il momento di rilanciare la proposta di una Dop. Qualche anno fa spesi denaro e tempo per provare a ottenere la Dop sul tortello maremmano, ma mi arenai tra Ministero, Regione e politica. Ora siamo molti di più. Stiamo parlando di un settore che non ha conosciuto crisi e che riceverebbe un fortissimo impulso da una specifica tutela».

La famiglia Seggiani crea tortelli (e molto altro) dal 1978. «Di recente mi è capitato di vedere tortelli maremmani prodotti in Sardegna e in provincia di Milano. Ci resto male, ecco… Il tortello maremmano, ne sono convinto, può avere un impatto mondiale. Già ora li esportiamo a Dubai, in Cina, in Polonia, a Malta. Ho nove dipendenti e margini di crescita stoppati dalle problematiche di cui parliamo. Non sarà facile ottenere ascolto. Ci sono interessi enormi intorno ai prodotti alimentari, ma è giusto provarci, magari con l’aiuto della Camera di commercio e della politica locale».

Pasta Dante ogni anno immette sul mercato 2.000 – 2.500 quintali di tortelli maremmani. Più o meno dieci quintali al giorno.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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