Sicurezza
Trappola dei carabinieri per il ladro nel maneggio
Arrestato per furto il dipendente di un impianto di Magliano in Toscana. Il proprietario aveva denunciato altri colpi e i militari si erano appostati in casa
MAGLIANO IN TOSCANA. I carabinieri, che si erano appostati nella stanza accanto dopo i furti a raffica (uno particolarmente ingente) denunciati dal proprietario, lo hanno sorpreso con il denaro (100 euro) e l'orecchino d’oro appena portati via da un cassetto. Poco dopo lui ha ammesso di aver rubato altri oggetti in quella stessa casa, che sarebbero stati rivenduti a un gioielliere della città. Refurtiva comunque non ritrovata.
Patteggiamento da 1 anno e 4 mesi più 600 euro, pena sospesa e comprensiva del porto abusivo di un coltellino dalla lama di 8,5 centimetri, per un operaio dipendente di un maneggio della zona di Magliano in Toscana. Umberto Quagelli, 46 anni da compiere, originario di Sondrio e da qualche mese in Maremma, è tornato libero dopo l'udienza di convalida davanti al giudice Giovanni Muscogiuri (difesa Andrea Coscarelli). Udienza chiesta dal pm Salvatore Ferraro dopo l'arresto effettuato giovedì mattina dai carabinieri di Magliano nell'abitazione di Guido Gasparro, titolare di un maneggio e costituitosi parte civile con l'avvocato Lucia Capaccioli, cui per effetto del rito prescelto sono state riconosciute al momento solamente le spese. Era stato Gasparro a richiedere l'intervento dell'Arma dopo aver denunciato due furti, il 15 e il 17 luglio. In un caso erano spariti gioielli per ben 17.500 euro, tra cui un anello con quattro diamanti; nell'altro avevano preso il volo i 900 euro dell'incasso della giornata di lavoro. Era stato deciso l'appostamento e due militari si erano chiusi in una delle stanze della casa. In precedenza, il proprietario aveva segnato le banconote (in tutto 395 euro) riposte nel cassetto. Quagelli, secondo la ricostruzione, avrebbe visitato due camere, dopo di che si erano materializzati i due carabinieri.
Con sé l'operaio, che da circa sei mesi lavora al maneggio, aveva due banconote da 50 euro e un orecchino d'oro appartenente all'anziana madre della compagna di Gasparro. Il tutto è stato subito restituito. L'uomo era stato messo ai domiciliari in attesa di essere portato davanti al giudice. Fuori dall’aula anche lo stesso Gasparro e i suoi familiari: la loro testimonianza non è però servita, visto che il processo si è chiuso con il patteggiamento.
Gli altri furti in quella casa? Quagelli li ha ammessi - e il riferimento a tali dichiarazioni è entrato nel procedimento anche se l'imputato si è avvalso della facoltà di non rispondere - ma ha spiegato di aver rubato solo pochi oggetti e di averli rivenduti a un gioielliere di Grosseto: ma quest'ultimo ha detto ai carabinieri di non aver mai acquistato alcunché. Insomma, quella refurtiva che occupa varie righe della pagina della denuncia presentata ai carabinieri non si trova.
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