Il Tirreno

Grosseto

«Stop al pompaggio nel Fibbia» Parte la diffida degli imprenditori

di Ivana Agostini
«Stop al pompaggio nel Fibbia» Parte la diffida degli imprenditori

I titolari degli stabilimenti balneari Osa-Albegna lamentano danni al turismo per la moria di pesci Piro (Orbetello Pesca) replica: «Si tratta di cefali, questi esemplari non sono presenti in laguna»

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ORBETELLO. «Interrompere immediatamente il pompaggio delle acque della laguna nel canale di Fibbia». Questa non è una semplice richiesta ma una vera e propria diffida che un gruppo di imprenditori titolare di stabilimenti balneari nella fascia Osa Albegna ha indirizzato, tramite un legale, al Comune di Orbetello, alla Provincia di Grosseto ed alla Regione Toscana in relazione alle relative competenze per quanto attiene alla laguna di Orbetello.

Nonostante le rassicurazioni fatte dai tecnici che dichiarano che la balneazione non è a rischio, che le acque sono sicure e che il colore del mare nulla ha a che fare con i pompaggi messi in atto per la salvaguardia della laguna gli imprenditori lamentano un grave danno di immagine e bagnanti che abbandonano gli stabilimenti a causa dell'acqua non certo invitante. Gli imprenditori hanno preso atto delle sollecitazioni mandate al Comune dallo stesso dirigente Maurizio Talocchini a giugno ed anche dal biologo Mauro Lenzi a marzo ed aprile e ritengono che l'amministrazione non abbia agito tempestivamente per cercare di impedire che si arrivasse alla moria dei pesci e a tutte le conseguenti misure messe in campo per risolvere l'emergenza. Secondo il gruppo di imprenditori, infatti, il pompaggio sarebbe iniziato quando ormai era troppo tardi.

«Lenzi – spiegano - fa dichiarazioni rassicuranti ma noi non siamo per nulla tranquilli. Siamo alla vigilia del mese di agosto e la situazione è drammatica. Non siamo dei tecnici e per questo ne chiameremo alcuni perché possano aiutarci a capire da cosa dipende quello che sta accadendo adesso nel nostro mare. Se dipende dai pompaggi dato che tutto è iniziato quando si è iniziato a pompare da Fibbia o se, davvero, dipende dalla poseidonia». Su questo punto gli imprenditori sono scettici dato che non capiscono perché se si tratta di poseidonia questa sia concentrata solo in quel tratto. Temono di perdere la stagione, anzi, credono che questa sia già irrimediabilmente compromessa e per questo valuteranno anche una richiesta di danni.

«Ad essere compromessa non solo la nostra stagione ma anche tutto un indotto legato al turismo a partire dai posti di lavoro». Chiedono una interruzione immediata del pompaggio per cercare di tornare alla normalità e domandano perché non sia stato possibile iniziare prima a pompare l'acqua in laguna e perché non farlo facendo uscire l'acqua ad Ansedonia come è sempre stato. A rendere ancora più drammatica la situazione anche una certa quantità di pesce che nel pomeriggio di giovedì è arrivata sulla riva della Giannella fra lo stupore dei bagnati. Subito si è pensato a pesce proveniente dalla laguna ipotesi però smentita nella maniera più categorica dal presidente della Orbetello pesca lagunare, Pier Luigi Piro, dal sindaco Monica Paffetti e dal biologo Mauro Lenzi. «Non è pesce di laguna. Quelli morti in Giannella - dice Piro - sono cefali e in laguna cefali morti non ce se sono. Non c'è mortalità nella laguna di ponente ed è quindi impossibile che il pesce morto sia di laguna».

«I pesci morti in Giannella - dice il sindaco – sono liza aurata, una delle specie di cefali presenti nel Mediterraneo. Secondo il biologo Mauro Lenzi, è impossibile che si tratti di pesci di lago. Le griglie con maglie di un centimetro – spiega la Paffetti - impediscono al pesce di uscire dove il canale è stato aperto,  il canale di Fibbia è invece chiuso con delle paratie. I cefali morti mostrano evidenti segni di strozzamento da tramaglio ed è quindi probabile che siano stati pescati nel golfo della Giannella e poi ributtati a mare».

Una precisazione anche sulle alghe presenti sulla spiaggia. «Si tratta di cymodea nodosa che si trova al largo della Giannella. Pesci e piante provengono dal mare».

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