La manifestazione
Emergenza abitativa, è polemica
Il consigliere Ulmi critica graduatorie e requisiti, la replica dell’assessore Goretti
GROSSETO. Emergenza abitativa: in dirittura d’arrivo il nuovo regolamento, ma è polemica. Botta e risposta tra il consigliere della civica Lolini sindaco, Andrea Ulmi, e l’assessore al sociale, Antonella Goretti.
Tutto ruota attorno ai criteri di concessione degli alloggi. L’esponente della civica individua tre principali lacune. Anzitutto, la semiscomparsa delle graduatorie e il potenziamento del ruolo della commissione composta dal dirigente dell’unità servizi socioassistenziali, due assistenti sociali, il responsabile del servizio amministrativo Coeso. Gruppo di cui non è discussa l’autorevolezza. «Ma un criterio – spiega Ulmi – che non sia soggettivo e prodotto da alcune persone serve. Per questo motivo, nel vecchio regolamento, furono indicate una serie di situazioni che creavano una graduatoria». Poi, magari, una piccola parte degli alloggi assegnati potrebbe anche «passare dalla commissione, per casi specifici». Ma princìpi cardine, a parere di Ulmi, ci devono essere.
Qui arriva il secondo punto su cui il consigliere dissente. «Il requisito basilare per accedere all’emergenza dovrebbe essere il possesso di cittadinanza italiana o di un Paese membro della comunità europea. Un indirizzo destinato a sparire con il nuovo regolamento».
Forti pure le perplessità di Ulmi riguardo il possesso d’immobili: averne uno a disposizione significa essere esclusi dal bando. «Giusto. Ma ovunque essa sia: se un disgraziato ha avuto in eredità un monolocale a Canicattì (e dunque viene escluso) dev’essere equiparato a chi ha proprietà fuori dall'Italia».
Infine, ecco il terzo affondo: «Nel nuovo regolamento si dice che è escluso dalla graduatoria per cinque anni chi occupa abusivamente un alloggio pubblico. Questo è l’unico reato passibile di esclusione. E se uno ruba o fa di peggio?».
Per questi motivi Ulmi non parteciperà alla commissione comunale prevista per lunedì, così come ha annunciato voto contrario in consiglio il 29 luglio.
Ma l’assessore Goretti non ci sta. E replica per le rime. «Quanto alla commissione, è utile per appurare lo stato di necessità di chi richiede un intervento pubblico. È formata da professionisti in grado di stabilire il da farsi». Inoltre, al Poggio ci sarà una lista d’attesa formata dal gruppo di lavoro, mentre per gli altri alloggi di edilizia popolare d’emergenza da assegnare «rimarrà comunque una graduatoria».
Goretti smonta la discriminante della cittadinanza. «A noi l’unica cosa che interessa è la residenza da almeno tre anni in Italia e il regolare permesso di soggiorno».
Secca pure la replica sui reati. «Chi ha scontato la pena ed è fuori galera deve poter usufruire degli stessi benefici degli altri». Insomma, la parola d’ordine è reinserimento sociale.
Sono 32, a oggi, le persone in attesa di un alloggio d’emergenza. «Senza contare – prosegue Goretti – che ogni mese la media è di 5 o 6 sfratti cui c’è da far fronte. E gli immobili non bastano». Quella emergenziale, infatti, è una sistemazione che non dovrebbe mai durare più di un anno (due in caso di eccezioni e rinnovi).
«Ma purtroppo spesso assistiamo a occupazioni abusive. Ecco perché il Comune, su questo, si è già mosso da tempo e continuerà a farlo». Obiettivo, assicura l’assessore, garantire legalità e sicurezza.
Maurizio Bernardini
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