Sicurezza
Presidenza ente camerale Il duello è Breda-Palmieri
Il 30 luglio i consiglieri sono chiamati a scegliere il successore di Lamioni L’outsider è Vivarelli Colonna. Sullo sfondo c’è comunque la fusione con Livorno
GROSSETO. Una poltrona per due. Così, e con l’incognita dell’outsider, s’avvicina l’elezione del presidente della Camera di commercio di Grosseto.
Il 30 luglio, i 23 consiglieri saranno chiamati a decidere il successore di Gianni Lamioni. L’ex presidente ha infatti rassegnato le proprie dimissioni sul finire della campagna elettorale per le Regionali (30 maggio). Ed entro due mesi da quella data deve arrivare il nuovo numero uno dell’ente. Intanto si moltiplicano telefonate e incontri. L’ultimo, già in calendario ma di sicuro con un discreto “affaccio” sul tema presidenziali, avvenuto martedì sera, tra i membri della giunta.
I nomi dei papabili sono quelli che circolano già da diverso tempo. Da un lato c’è Riccardo Breda, presidente della Grosseto Fiere tra il 2009 e il 2014 e oggi numero uno della Cna. Nato il 14 luglio del ’69 a Grosseto (segno zodiacale cancro). Sposato, un figlio. Dall’altro resiste (nonostante il caos avvenuto con l’addio dell’ex direttore Ascom, Paolo Coli) Carla Palmieri, nata il 15 gennaio del ‘75 a Grosseto (capricorno). Sposata, attuale presidente della Confcommercio. Diversa l’idea di futuro, diversi i sostegni. Sì, perché Riccardo Breda è uomo vicino agli ambienti e alla linea di pensiero del centrosinistra. Mentre la Palmieri è sin da giovanissima un’accanita sostenitrice dei valori liberali. È anche – e soprattutto – su questo filo conduttore che si muove la rincorsa alla presidenza.
Un paio di gradini più in basso, ma comunque pronto a fare il colpaccio, c’è, come in ogni competizione che si rispetti, l’outsider. Su tutti, il gettonatissimo è Antonfrancesco Vivarelli Colonna, forte dell’ottimo lavoro svolto alla guida della Grosseto fiere e di Confagricoltura. Anche se la sua potrebbe essere una figura da spendere più avanti, magari nel progetto della Camera di commercio unica con Livorno.
Fondamentale sarà il lavoro svolto dai cosiddetti franchi tiratori. A grandi linee, su Breda, oltre a Cna, potrebbero convergere le preferenze di Confesercenti, rappresentanza degli industriali, parti sociali e, ma qui la faccenda è più incerta, addirittura qualcosa in zona Cia. Voci insistenti danno vicini alla Palmieri, almeno a oggi, oltre ai delegati Confcommercio, quelli di Confartigianato e parte dei rappresentanti di Coldiretti e Confagricoltura. Ovvio, in caso di un outsider in campo tutto sarebbe rivoluzionato.
Ma c’è dell’altro. L’elezione del nuovo presidente non sarà l’unico appuntamento di rilievo nell’ente camerale. Nel 2016, infatti, arriverà la fusione con la Camera di commercio di Livorno. Ne verrà fuori la Camera di commercio della Maremma e del Tirreno, colosso destinato a garantire gli interessi di quasi 80.000 imprese. Un atto già votato sia dai vertici dell’ente labronico che (il 27 febbraio scorso) dal consiglio camerale grossetano. È dunque evidente che da qui a pochi mesi si aprirà tutta un’altra partita. E non è detto che a guidare l’assalto maremmano sia il presidente eletto il 30 luglio. Anzi. Questione di equilibri. Per il super ente è viva, infatti, la clamorosa ipotesi di un asse tra delegati agricoli livornesi e grossetani. Un modo per strappare il vertice della maxi presidenza.
Per il momento gli occhi sono tutti puntati sulla poltrona più prestigiosa di via Cairoli. Una poltrona per due.
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