Sicurezza
Premio Monicelli, emozioni al Cassero per Emma Bonino
«Vi sento ma non vi vedo, sono stata operata di cataratta» La vedova del regista felice per la scelta dell’ex ministro
GROSSETO. La lunga giornata di attesa per la consegna del “Premio Mario Monicelli - Libero Pensiero” è cominciata ieri mattina con un post su Facebook e su Twitter. Emma Bonino ha infatti voluto annunciare personalmente tramite i social network la partenza per Grosseto, aggiungendo che per lei questo premio è “un onore oltre che una grande gioia”.
Poche parole (seguite da una pioggia di complimenti e attestati di affetto e stima per la Bonino) che racchiudono tutte le emozioni della serata di ieri al Cassero Senese di Grosseto durante la quale la storica esponente del movimento radicale italiano, due volte ministro, commissario europeo e protagonista di tante battaglie nel campo dei diritti civili e umani fin dagli anni Settanta, ha ricevuto il premio istituito quest’anno dalla Fondazione Grosseto Cultura in occasione dei cento anni dalla nascita del regista Mario Monicelli.
«Sono emozionata, vi sento ma non vi vedo - dice sul palco - perché sono stata operata alla cataratta». Il premio è stato attribuito a Emma Bonino, si legge nelle motivazioni, «per la biografia anticonformista, la capacità di cambiamento dell'esistente, per l'amore della libertà e della ribellione, per aver sempre conservato anche nei momenti più duri dignità e ironia, per non aver mai smesso di cercare la leggerezza senza rinunciare al più grande senso del dovere».
Presente alla cerimonia di ieri anche l’ultima compagna del maestro Monicelli, l’artista fiorentina Chiara Rapaccini. «Sono felice che il premio vada a Emma Bonino – sono le parole della Rapaccini- perché è una donna libera e coraggiosa che non si è mai fatta influenzare da ostacoli e pressioni esterne. Da sempre combatte per i diritti civili, dunque per i diritti di tutti. A Emma piace il film di Monicelli "Speriamo che sia femmina". Ha ragione. È il film in cui Mario esprime con forza ed ironia, ammirazione, empatia e solidarietà alle donne e al loro instancabile combattere, in famiglia e nella società. Emma Bonino è una combattente instancabile. E per questo l’ammiriamo».
Con la premiazione di ieri sera al Cassero, arricchita dagli interventi dell’attrice Sabrina Impacciatore e dai contributi del curatore del Premio Monicelli, il critico cinematografico Mario Sesti, e della giornalista Sabina Ambrogi (il cui video è stato proiettato a inizio serata, prima del talk show), si è chiuso il lungo ciclo che Grosseto e la Fondazione Grosseto Cultura hanno dedicato quest’anno alla celebrazione di Monicelli nel centenario della sua nascita. Aperto con la serata di marzo al Teatro Moderno con l’omaggio al cinema di Carlo Verdone il Premio Monicelli si è articolato per la sua terza edizione in un progetto più ampio e organico regalando diverse occasioni di dibattito e confronto: il festival delle webseries al cinema The Space, la sezione arte del Premio Monicelli con il murale di Zed1 vicino al Cassero che tanto ha fatto parlare di sé, i film e i libri del festival DiVino Commedia al Cassero. Fino alla serata conclusiva di ieri in compagnia del libero pensiero di Emma Bonino.
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