Sicurezza
La lezione di Emma: "La libertà è un dovere"
A Grosseto Cassero senese gremito, emozioni e standing ovation per la Bonino. Parole, immagini e musica per la biografia di una donna straordinaria
GROSSETO. Non poteva esserci debutto migliore per il Premio Monicelli Libero Pensiero. A salire sul palco del Cassero per prima giovedì sera l’attrice Sabrina Impacciatore che ha letto un monologo sugli aspetti forse meno conosciuti della biografia di Emma Bonino, dalla sua passione per il ballo alla scelta nel 2001 di andare al Cairo a studiare l’arabo perché si sentiva «incompresa, anzi vomitata» in Italia.
Poi la clip sulla Bonino curata dalla giornalista Sabina Ambrogi che ha sintetizzato con musica e immagini una vita spesa per le donne, i diritti e la giustizia.
Solo a quel punto il curatore del premio Mario Sesti ha chiamato sul palco la vera protagonista della serata. «Non vi vedo perché mi sono operata alla cataratta ma vi sento – ha detto Emma Bonino al pubblico che la applaudiva – Sono molto emozionata».
[[atex:gelocal:il-tirreno:grosseto:foto-e-video:1.11829075:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.iltirreno.it/grosseto/foto-e-video/2015/07/24/fotogalleria/standing-ovation-per-emma-bonino-1.11829075]]
La prima domanda sul concetto chiave di libertà. «Ho scritto un libro sui doveri della libertà: per me non esiste libertà senza responsabilità. Parlo di libertà, non di licenza. La politica deve trovare regole per far convivere i credenti, i non credenti e i diversamente credenti».
Poi ha parlato della «cocciutaggine radicale», segreto per una vita dedicata alla politica senza mai risparmiarsi. «Le campagne elettorali però le ho perse tutte – dice sorridendo Emma Bonino – Mi sarebbe piaciuto vincerne una, almeno per un fatto statistico».
Anche della malattia che sta affrontando parla con tono lieve. «Voglio guarire – dice – perché è noioso essere malati e invecchiare. Ho tanti progetti per il futuro ma devo anche seguire con disciplina le cure».
Il talk show tocca poi il legame della Bonino col cinema di Monicelli. Dal palco del Cassero la pasionaria dei radicali fa un appello alla Rai: «Perché nel centenario della Grande guerra il servizio pubblico non ripropone proprio “La grande guerra” di Monicelli? Pare che la ragione sia il fatto che parla non di grandi eroi ma di una umanità dolente. Secondo me è un grave errore, la Rai ci ripensi».
[[atex:gelocal:il-tirreno:grosseto:cronaca:1.11777600:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/grosseto/cronaca/2015/07/14/news/il-libero-pensiero-di-emma-bonino-1.11777600]]
Altro film da vedere e rivedere secondo la Bonino è “Parenti serpenti” perché «le dinamiche sono sempre attualissime. Per me la famiglia è molto importante, il problema semmai è il familismo».
Poi la consegna del premio, la scultura di Debora Malis raffigurante un personaggio dell’“Armata Brancaleone”. A quel punto anche la compagna di Monicelli, Chiara Rapaccini, ha preso la parola.
«Mario amava molto la Maremma dove abbiamo trascorso lunghi periodi – ricorda la Rapaccini – e mio babbo era di Cecina. Io mi sento maremmana, anche Mario lo era e con i maremmani aveva in comune il fatto di parlare poco e fare. Ringrazio Emma Bonino soprattutto perché dimostra che si può decidere come vivere, come essere malati e come morire. Nessuno può decidere al posto nostro. Mario ha fatto una morte violenta, è vero, ma l’ha scelta lui. Per questo io mi batto accanto all’associazione Luca Coscioni per l’eutanasia».
Sul palco anche il presidente della Fondazione Grosseto Cultura Loriano Valentini, il vicesindaco Paolo Borghi e l’assessore alla cultura Giovanna Stellini. In platea tra i tanti grossetani la compagna di Enzo Tortora, Francesca Scopelliti: Emma Bonino l’ha voluta ringraziare dal palco per la sua presenza e l’ha poi salutata al termine della serata, quando malgrado la stanchezza non si è negata a foto, saluti e strette di mano con tutti.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
