Sicurezza
Assalti alle greggi, decisa la cattura dei predatori
Un piano sperimentale per ibridi e canidi promosso dall’assessore regionale Remaschi che ha incontrato sindaci e pastori
AMIATA. Per la questione predatori bisogna fare un salto di qualità. E intanto, per il 19 settembre si profila un abboccamento fra i tre ministri all’agricoltura di Italia, Francia e Spagna, perché il problema predazioni ha una portata europea. E come la Francia e la Spagna, anche l’Italia potrebbe chiedere una deroga secondo la convenzione di Berna.
Di questo e molto altro si è parlato ieri a Firenze, nel corso di un incontro fra il neo assessore regionale all’agricoltura Marco Remaschi e le associazioni di categoria degli allevatori toscani, alcuni sindaci maremmani, rappresentanze di allevatori e politici. Anche il presidente dell’Unione dei comuni Amiata grossetana, Jacopo Marini, era presente in rappresentanza degli otto sindaci della montagna, ma all’incontro non mancavano il sindaco di Capalbio Luigi Bellumori e quello di Manciano Marco Galli. Presente anche Leonardo Marras come capogruppo Pd al consiglio regionale e Gianni Anselmi presidente della commissione regionale agricoltura, presenti tutte le associazioni di categoria e una rappresentanza di allevatori di Grosseto, Siena, Arezzo, le province più colpite dal fenomeno predatorio. Una cinquantina di persone in tutto e ogni attore ha dato voce al suo punto di vista sulla questione, trovando però una piattaforma comune di fronte ad un fenomeno che sta massacrando la Toscana ma in particolare la provincia di Grosseto.
Intanto si è detto che c’è un protocollo di partenza sottoscritto in Regione, a cui, però, non è stato dato compimento, che avrebbe dovuto dare inizio alle catture dei predatori e a un giusto indennizzo a chi subisce perdite. «Le catture di ibridi previste dal piano concordato nella scorsa legislatura fra la Regione e le associazioni interessate, si terranno dal 1° al 15 agosto in provincia di Arezzo, in via sperimentale - ha detto Remaschi - Seguirà la provincia di Grosseto, dal 20 agosto al 15 settembre. Gli ibridi e i canidi catturati verranno immediatamente sterilizzati e indirizzati ad appositi centri specializzati per la detenzione di animali pericolosi.
«Abbiamo anche spinto tutti - dice Marini - per richiedere all’Europa la modifica del de minimis di 15.000 euro da pagare per i danni subiti all’allevamento - spiega il presidente Unione Amiata - perché è davvero una cifra irrisoria per chi quasi ogni giorno subisce attacchi e danni indotti. Abbiamo anche chiesto, istituzioni e associazioni, un intervento forte rivolto al mondo del credito, perché gli allevatori che non riescono ad avere incassi, non siano strangolati e abbiano un po’ di respiro. E infine tutti concordi, Regione compresa, che quanto messo in campo finora non basta per niente ed è arrivato il momento di fare un salto di qualità per fronteggiare questa grave problematica che provoca danni economici e ambientali, con l’abbandono delle terre e del mestiere della pastorizia».
Ma in cosa consiste questo salto di qualità? Si tratta dell’appuntamento, stabilito per settembre, fra i tre ministri all’agricoltura di Italia, Francia e Spagna, tre nazioni colpite duramente dai predatori. «Vedremo - spiega Marini - se si potrà ottenere dall’Europa l’estensione della deroga concessa già alla Francia, che permette l’abbattimento di un certo numero di predatori. Naturalmente - prosegue Marini - sarebbe una politica dell’emergenza. Certo non è facile e ci saranno resistenze in Europa, questo si sa».
«L’assessore Remaschi ha assicurato che si confronterà col ministro all’agricoltura Martina e questo ci incoraggia molto. Le nostre piccole comunità - aggiunge Marini - sono a fianco degli allevatori, perché le nostre economie si basano sulla pastorizia, sull’agricoltura e sull’ambiente. Noi sindaci faremo pressione su Remaschi affinchè si possa trovare una soluzione entro breve tempo».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
