Il Tirreno

Grosseto

Inceneritore, ora tocca a Chirulli

di Alfredo Faetti

I Comuni di Follonica e Scarlino indicano l’avvocato come commissario dei contrari all’impianto

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SCARLINO. Niente epidemiologi, né scienziati di vario genere. Ma un avvocato, che lavora in uno studio legale in cui il fascicolo dell’inceneritore di Scarlino lo conoscono molto bene. Basti dire che è lo stesso studio legale a cui il Comune di Follonica ha affidato il ricorso per impugnare le autorizzazioni rilasciate nel 2009 all’impianto del Casone, quelle poi annullate dal Consiglio di Stato lo scorso gennaio.

Ed è proprio per questa conoscenza a priori dell’argomento che le due amministrazioni comunali (quella di Follonica e quella di Scarlino) presenteranno la candidatura di Piermassimo Chirulli come nuovo commissario del fronete dei contrari all’inceneritore, nell’inchiesta pubblica, dopo il vuoto lasciato da Paolo Rabitti con le sue dimissioni.

La proposta verrà fatta questa mattina nella sala Tirreno, dove per le 10 è in programma la seconda audizione plenaria del procedimento chiamato ad esprimersi sul rilascio di una nuova Via all’inceneritore. Da capire, poi, se questa proposta verrà accolta anche da tutti gli altri soggetti del fronte del no (comitati e associazioni di categoria), dato che Chirulli dovrà rappresentare tutti quanti. C’è di certo che almeno un’infarinatura di tutta la questione l’avvocato ce l’ha già: iscritto al foro di Brindisi, lavora nello studio romano di Massimo Luciani, lo stesso legale a cui il Comune follonichese ha affidato il ricorso contro le ultime autorizzazioni rilasciate a Scarlino Energia, avvalendosi anche della sua consulenza di tanto in tanto per questioni sempre legate all’inceneritore.

È stata proprio questa base a spingere i due Comuni a scegliere Chirulli, scartando le ipotesi di epidemiologi avanzate nei giorni scorsi. A lui il compito di studiare le varie contro-deduzioni prodotte da Asl e Arpat nella conferenza dei servizi (documenti che i municipi hanno già provveduto ad inviare allo studio legale), gli argomenti cardine della seduta di oggi, in cui ogni schieramento avrà l’ultima occasione per prendere la parola e depositare delle memorie: il prossimo appuntamento (che verosimilmente si terrà a Scarlino) infatti sarà quello in cui i tre commissari tra cui il presidente dell’inchiesta Gianni Taddei dovranno prendere una decisione sulle autorizzazioni, a meno che la Regione, nella prossima seduta della conferenza dei servizi (in agenda per il 30 luglio), decida per quella proroga di sessanta giorni richiesta dalle amministrazione di Follonica e Scarlino, convinte che il tempo a disposizione per il procedimento sia insufficiente per un tema così complesso.

La stessa tesi di Rabitti, tant’è che ha indicato la scarsa disponibilità di tempo per studiare i documenti come uno dei motivi delle sue dimissioni. Ma anche di molti altri soggetti del fronte del no. «La procedura in corso di autorizzazione è condotta dagli stessi tecnici e con gli stessi metodi messi in discussione dal Consiglio di Stato: dove sono dunque lo stato di diritto, la correttezza amministrativa, la serietà, l’interesse pubblico? – dice la lista Gente di Follonica – Il risultato molto probabile sarà l’ennesima, inevitabile serie di ricorsi».

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