La protesta
Camilli: «Se Bonifazi mi chiamasse posso dare una mano»
GROSSETO. «Se Bonifazi mi chiamasse, a certe condizioni, sono pronto a dare una mano, come ho sempre fatto». La notizia clamorosa arriva nella serata di ieri: Piero Camilli tende la mano all’Ac...
GROSSETO. «Se Bonifazi mi chiamasse, a certe condizioni, sono pronto a dare una mano, come ho sempre fatto».
La notizia clamorosa arriva nella serata di ieri: Piero Camilli tende la mano all’Ac Grosseto. «Mi fa male – dice – vedere quello che sta succedendo al Grosseto. Ho anche provato a convincere Caiata a ritornare sui suoi passi, dicendogli che lo avrei sostenuto economicamente, ma lui mi ha risposto di no: non gli è piaciuto che, quando sembrava che tutto volgesse al termine, qualcuno abbia portato al tavolo delle trattative altri imprenditori».
«Io avevo scritto al sindaco – aggiunge il Comandante – il 10 giugno, senza ricevere una risposta diretta. Questo non l'ho proprio capito. Eppure avevo annunciato a tutti le mie intenzioni, ma nessuno ha provato a trovare una soluzione con il sottoscritto. Così ho scelto di ripartire da Viterbo: è vicino a casa e io sono stanco delle cose brutte che ho dovuto subire nelle ultime stagioni. Per ultima il deferimento per la gara con il Santarcangelo. E dire che sono andato via saldando ogni debito».
Camilli ha deciso di aiutare il Grifone «per la città, per i tanti tifosi che mi hanno voluto bene e che ancora mi chiamano spesso, con cui abbiamo girato l'Italia, portando in alto il nome di Grosseto che, adesso, rischia invece di sparire. Tanta gente è buona solo a fare chiacchiere, ma poi quando c'è da portare i fatti, non si conclude mai nulla. Per tutti quei tifosi lo farei davvero con il cuore».
Paolo Franzò
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google