Finanza
Inceneritore, l’ora delle risposte
Domani riprende la commissione pubblica d’inchiesta, Valerio Gennaro forse commissario del “no”
SCARLINO. Domani mattina tutto riprenderà là dove si era bloccato, una decina di giorni fa. C’è un commissario da sostituire, c’è da entrare nel merito della discussione, c’è soprattutto da riprendere il discorso con tutte quelle parole fermate in gola due sabati fa, quando l’incontro è terminato bruscamente. Ad esempio, quelle degli operai, che la volta scorsa si sono rifiutati di parlare dopo quanto accaduto.
L’appuntamento è per domani mattina alle 10 nella sala Tirreno per l’audizione plenaria della commissione d’inchiesta pubblica riguardo il procedimento di rilascio di nuove autorizzazioni all’inceneritore di Scarlino; la seconda, dopo che la prima ha visto l’uscita di scena di Paolo Rabitti, commissario per il fronte del no all’impianto (in cui si cono schierati anche i Comuni di Follonica e Scarlino) che ha rassegnato le sue dimissioni in contrasto con il presidente dell’inchiesta Gianni Taddei e tutta l’organizzazione. Le due amministrazioni ancora non hanno trovato un nome forte da proporre all’assemblea, anche se la rosa ormai si sta sfoltendo. Intanto, però, da tutte le parti arriva l’invito a partecipare. «I cittadini devono intervenire per sostenere i Comuni, le associazioni di categoria e i comitati che hanno detto no all’autorizzazione di questo impianto inquinante di una piana devastata da decenni di attività industriale incontrollata» dice il comitato del No. Ma se dal fronte ambientalista era facile aspettarsi un appello simile, meno scontato è quello che arriva dagli amministratori. L’assessore all’ambiente di Follonica, Mirjam Giorgieri lo aveva rinnovato già al termine della prima adunanza. «Lo so, fa caldo – ha scritto via social – So che gli operatori del settore turistico lavorano principalmente in estate e hanno da fare, lo so che chi ha lavorato tutta la settimana il sabato vuole andare al mare, ma l'argomento è di tale rilevanza da non poter pensare di ignorarlo. Che lo si sostenga o lo si osteggi lo si deve fare con cognizione di causa. Spero che il 23 molliate computer e ombrellone per esserci».
Anche perché quella di domani è l’ultima occasione: la prossima adunanza sarà quella del verdetto, che verosimilmente si terrà a Scarlino.
Intanto però c’è da sciogliere il nodo del dopo-Rabitti: le due amministrazioni in questi giorni hanno cercato in lungo e in largo la figura professionale adatta a cui affidare il faldone inceneritore. Un tecnico che dovrà ottenere il benvolere anche dagli altri esponenti del fronte del no, comitati e associazioni, dato che il commissario deve essere uno. In questo contesto, il quadro sembra stringersi sempre più attorno a Valerio Gennaro, epidemiologo di Genova, ben visto anche sul fronte ambientalista. Chiunque sia, comunque, avrà il suo bel da fare, visti anche i nuovi documenti entrati nel procedimento. Come lo studio epidemiologico depositati dall’Asl, in cui si legge che lo stato di salute della zona Follonica- Scarlino «è migliore» rispetto che nel resto della provincia. Argomento di cui si discuterà domani, per poi passare a una decisione.
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