Il Tirreno

Grosseto

I canneti divorano le case

di Maurizio Bernardini
I canneti divorano le case

Zona Saracina: gli abitanti segnalano l’abbandono, la jungla, i topi e la sporcizia

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GROSSETO. Via Italo Fazzi, zona Saracina, a due passi da quelle che dovevano essere opere realizzate dall’allora consorzio Etruria, andato a gambe all’aria da tempo. È lì che i canneti continuano a invadere lo spazio di strada che dà verso le case. È lì che sorge un istituto paritario d’infanzia, anch’esso minacciato da una vegetazione sin troppo rigogliosa.

«Senza contare – spiega un residente - le zanzare e i topi che scorrazzano qui e là a ogni ora».

La strada, in un paio di punti, è sterrata e piena di voragini. E quando piove, con il fango, la situazione peggiora. «Qui, insomma, le opere di urbanizzazione non sono mai state completate a dovere. E la manutenzione - spiega un residente - non esiste. È vergognoso che si debba esser costretti a vivere in queste condizioni».

Chi abita da quelle parti si lamenta pure per lo stato dei cassonetti, «distrutti e in preda alla vegetazione». Così come c’è chi, anche in passato, aveva segnalato strani giri di spaccio di droghe tra la zona delle vie Fazzi e Vivaldi fin su al parco Ombrone. Ora, con il caldo di un’estate a dir poco torrida, qualcuno inizia a temere per la folta vegetazione: i canneti, infatti, son cresciuti sino ad arrivare a pochissimi metri dalle villette presenti in zona.

Così come, giorno dopo giorno, il verde è sempre più vicino al plesso scolastico. In caso d'incendio i guai non sarebbero pochi. Nella faccenda non c’entra nulla Sistema, la super partecipata del Comune che cura il verde pubblico.

Quell’area, infatti, fanno sapere i vertici dall’azienda dopo una prima verifica, non è di loro competenza.

L’unica cosa certa è che ad alcuni grossetani che chiedevano spiegazioni a riguardo, tempo fa, fu risposto che l'area insisteva su due lottizzazioni diverse. Dunque, dopo il fallimento del consorzio Etruria, una parte delle opere è di fatto saltata.

Ora spetta al settore maggiormente competente, quello manutenzioni e lavori pubblici, dare soluzioni. Intanto, «qui pare di vivere nella macchia. Eppure – si sfoga ancora il residente – basterebbe poco per sistemare l'asfalto, tagliare i canneti e curare i cassonetti. Ci sono pure delle pompe per irrigare: pronte sin dai primi anni del Duemila e mai attivate».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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