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Furti a raffica: pena di 30 mesi

Furti a raffica: pena di 30 mesi

Con un complice aveva preso di mira gli zaini dei bagnanti

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SATURNIA. Ha patteggiato 2 anni e mezzo più 600 euro di multa davanti al giudice Compagnucci uno dei due uomini accusati di furti a raffica sulle auto o negli zaini dei bagnanti delle cascatelle di Saturnia, risalenti all’estate 2013. Furti ai danni di persone abitanti a Roma, Milano, Monza, Lecco, sull’Amiata e a Campagnatico, come anche in Francia. Tredici le persone individuate come parti offese.

Giampiero Atzori, 53 anni, sardo di nascita e abitante a Piancastagnaio, difeso dall’avvocato Silvia Tonini (pm onorario Massimiliano Rossi), era accusato insieme ad Antonio Contu, 45 anni, anche lui della provincia di Nuoro, la cui posizione è stata stralciata: per lui l’udienza si terrà a settembre. Atzori era stato arrestato in flagranza dai carabinieri, che avevano perquisito anche la sua abitazione ritrovando della refurtiva, per Contu era stata emessa un’ordinanza di custodia. Entrambi sono tornati liberi.

Ben undici le imputazioni per Atzori, nove delle quali in concorso con Contu. Atzori doveva rispondere da solo del furto di una borsa con un Rolex da donna da 3.500 euro, la chiave di un’auto, un tesserino da giornalista, carta di credito, bancomat, carta di identità e abiti maschili. Era il 26 agosto 2013 (contestato anche il porto abusivo di due pennati dalla lama di 29 centimetri).

A entrambi, la Procura aveva contestato altri furti. Una borsa con teli, vestiti e chiavi dell’auto Audi A4 successivamente svaligiata (documenti, cellulari e Ipod, fotocamera, una catenina in oro e altro ancora) tra il 27 e il 28 luglio. Poi zaini con documenti, portafogli, denaro, fotocamera, mp3 (5 agosto). Altri due zaini con indumenti, cellulare, occhiali e altro (14 agosto). Ancora uno zaino con documenti, portafogli, denaro, cellulare, occhiali (15 agosto). Di nuovo uno zaino con le chiavi di due auto, una fotocamera, documenti, indumenti, cellulari (24 agosto). Una turista francese e sua figlia erano state derubate, sempre secondo l’accusa, di documenti, denaro e cellulare (ancora il 24 agosto). Infine, il furto, sempre in concorso, di uno zaino con cellulare, fotocamera, chiavi di casa e dell’auto nonché denaro (sempre il 24 agosto). Il pm Stefano Pizza ha contestato le aggravanti della destrezza, del fatto commesso su cosa esposta alla pubblica fede e della recidiva.(p.s.)

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