Il Tirreno

Grosseto

Floramiata punta sulla marijuana per ripartire

Fiora Bonelli
Una maxi serra alla Floramiata
◗
Una maxi serra alla Floramiata

L’azienda ha avviato le pratiche per produrre la cannabis a scopo terapeutico: un’opportunità di rilancio e sviluppo

2 MINUTI DI LETTURA





PIANCASTAGNAIO. La storica azienda di Piancastagnaio, Floramiata, potrebbe essere una delle aziende pilota dove produrre legalmente marijuana, che come si sa dopo le ultime proposte governative potrebbe essere usata a scopo terapeutico.

Se ne è parlato, di cannabis, in un workshop che si è tenuto a Piancastagnaio un paio di mesi fa alla presenza di esperti, politici locali e regionali e proprietà di Floramiata, la quale, come conferma la segreteria dell’azienda, ha presentato un progetto in tale direzione sperando che possa diventare realtà.

Coltivare cannabis dunque per uso medico. Un’idea brillante e lungimirante perché se il progetto andasse a buon fine, sarebbe per Floramiata un’altra possibilità di ampliare il già vasto organico occupazionale che ha al suo attivo e potrebbe essere, data l’eccezionalità di questo tipo di coltivazione, la carta vincente per mettere dentro i programmi futuri della società serricola amiatina un valore aggiunto.

Infatti l’azienda con i 22 ettari di terre e 125 di superficie, è lo stabilimento del settore più grande d’Europa e a regime occupa più di 200 lavoratori tra fissi e avventizi, configurandosi come uno dei principali serbatoi di lavoro per tutta la montagna. E potrebbe, questo progetto, diventare quell’occasione in più che si aspettava da tempo dopo la crisi che ha attanagliato l’azienda e che l’ha portata, tappa dopo tappa, fino al concordato fallimentare.

Nel corso della crisi, culminata nel 2012, si erano succeduti scioperi delle maestranze e tavoli istituzionali. Si erano mossi anche partiti, addirittura in alleanza bipartisan, si erano allertate la provincia di Siena e la Regione e non erano mancate le interrogazioni parlamentari per spingere la proprietà a salvare tutto il prestigioso complesso e creare le condizioni di mettere in piedi un progetto di rilancio credibile che evitasse licenziamenti e che anzi provasse ad aumentare gli operai.

Si era presentato anche un imprenditore argentino che assicurava di essere intenzionato a entrare nella società, Ma poi l’intraprendenza e l’impegno dell’attuale proprietà ha fatto in modo di arrivare al concordato, ancora aperto dopo due anni.

Nel frattempo l’azienda, fin dal 2013, ha dato segni di ripresa e ha dato il via a una serie di corsi di formazione per avventizi, i quali poi hanno potuto lavorare a Floramiata e anche per questo 2015 l’azienda ripropone un corso di formazione con attestati di frequenza generale e frequenza ad un corso di sicurezza sul lavoro, che darà occupazione a circa 50 persone a tempo determinato.

Nel futuro ci potrebbe essere la canapa, occasione esclusiva visto che solo nel fiorentino esiste solo un’altra serra di questo tipo. Il workshop che si è tenuto a Piancastagnaio ha cominciato a far intravedere questa nuova opportunità.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze