La manifestazione
Floramiata punta sulla marijuana per ripartire
L’azienda ha avviato le pratiche per produrre la cannabis a scopo terapeutico: un’opportunità di rilancio e sviluppo
PIANCASTAGNAIO. La storica azienda di Piancastagnaio, Floramiata, potrebbe essere una delle aziende pilota dove produrre legalmente marijuana, che come si sa dopo le ultime proposte governative potrebbe essere usata a scopo terapeutico.
Se ne è parlato, di cannabis, in un workshop che si è tenuto a Piancastagnaio un paio di mesi fa alla presenza di esperti, politici locali e regionali e proprietà di Floramiata, la quale, come conferma la segreteria dell’azienda, ha presentato un progetto in tale direzione sperando che possa diventare realtà.
Coltivare cannabis dunque per uso medico. Un’idea brillante e lungimirante perché se il progetto andasse a buon fine, sarebbe per Floramiata un’altra possibilità di ampliare il già vasto organico occupazionale che ha al suo attivo e potrebbe essere, data l’eccezionalità di questo tipo di coltivazione, la carta vincente per mettere dentro i programmi futuri della società serricola amiatina un valore aggiunto.
Infatti l’azienda con i 22 ettari di terre e 125 di superficie, è lo stabilimento del settore più grande d’Europa e a regime occupa più di 200 lavoratori tra fissi e avventizi, configurandosi come uno dei principali serbatoi di lavoro per tutta la montagna. E potrebbe, questo progetto, diventare quell’occasione in più che si aspettava da tempo dopo la crisi che ha attanagliato l’azienda e che l’ha portata, tappa dopo tappa, fino al concordato fallimentare.
Nel corso della crisi, culminata nel 2012, si erano succeduti scioperi delle maestranze e tavoli istituzionali. Si erano mossi anche partiti, addirittura in alleanza bipartisan, si erano allertate la provincia di Siena e la Regione e non erano mancate le interrogazioni parlamentari per spingere la proprietà a salvare tutto il prestigioso complesso e creare le condizioni di mettere in piedi un progetto di rilancio credibile che evitasse licenziamenti e che anzi provasse ad aumentare gli operai.
Si era presentato anche un imprenditore argentino che assicurava di essere intenzionato a entrare nella società, Ma poi l’intraprendenza e l’impegno dell’attuale proprietà ha fatto in modo di arrivare al concordato, ancora aperto dopo due anni.
Nel frattempo l’azienda, fin dal 2013, ha dato segni di ripresa e ha dato il via a una serie di corsi di formazione per avventizi, i quali poi hanno potuto lavorare a Floramiata e anche per questo 2015 l’azienda ripropone un corso di formazione con attestati di frequenza generale e frequenza ad un corso di sicurezza sul lavoro, che darà occupazione a circa 50 persone a tempo determinato.
Nel futuro ci potrebbe essere la canapa, occasione esclusiva visto che solo nel fiorentino esiste solo un’altra serra di questo tipo. Il workshop che si è tenuto a Piancastagnaio ha cominciato a far intravedere questa nuova opportunità.
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