Il Tirreno

Grosseto

Chiocciolaia, al via i lavori per la messa in sicurezza

di Elisabetta Giorgi
Chiocciolaia, al via i lavori per la messa in sicurezza

Dopo l’ordinanza sindacale di fine giugno, sono spuntati ieri i primi macchinari Gli abitanti: «Ben vengano, ma ora aspettiamo una sistemazione definitiva»

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GROSSETO. Alla fine, quasi allo scoccare dei 30 giorni previsti nell’ordinanza sindacale che impone agli uffici Lavori pubblici di intervenire con lavori urgenti, sulla Chiocciolaia sono comparsi i macchinari.

Ieri nel primo pomeriggio - dopo anni di battaglia intavolata dagli abitanti della zona per sistemare la strada pericolosa - operai comunali hanno piazzato i macchinari per rifare l’asfalto e rattoppare le buche dell’arteria disastrata. Una soluzione tampone con cui il Comune dà risposta alle troppe proteste sulle voragini della Chiocciolaia.

Gli abitanti della zona si lamentano da anni: l’arteria che collega il Casotto dei Pescatori alla Castiglionese è giunta al limite, il manto è devastato dalle voragini. Transenne delimitano da tre anni spazi mai sistemati intralciando ulteriormente la circolazione e creando pericoli seri. I clienti degli agriturismo fuggono, gli automobilisti ci lasciano gli pneumatici. È successo anche in questi giorni. Auto spaccate, ruote perforate. Nervi a fior di pelle. E gli imprenditori lamentano un crollo degli affari.

Il Comune, finora, non è riuscito a intervenire per colpa di un accavallamento di enti (Provincia, Demanio...): la strada non è sua, e anche l’annunciato passaggio di una parte d’arteria nelle sue mani - da parte del Demanio - non è mai stato perfezionato con atti formali.

Alla fine il sindaco Emilio Bonifazi, il 26 giugno, per ragioni di sicurezza e incolumità ha emesso l’unico atto che consente al Comune di operare: un’ordinanza con cui impone agli uffici Lavori pubblici di intervenire entro 30 giorni per rattoppare le buche. Tempi rispettati.

Ieri i macchinari sono stati salutati con piacere dagli abitanti della zona, che tuttavia non brindano giacché, spiegano loro, forse l’ordinanza poteva arrivare anche prima.

A maggio, alla vigilia delle elezioni, ci fu un sopralluogo che vide presente il Comune: c’erano il vicesindaco Paolo Borghi e Arturo Bernardini, Andrea Renna (Coldiretti) e Fabio Bellacchi (Consorzio Bonifica). Furono promessi lavori a breve. Il particolare è che ci voleva l’ordinanza.

A questo punto «li ringraziamo tutti - chiosano comunque gli abitanti - anche se aspettiamo lavori definitivi. La messa in sicurezza “urgente” è ben accetta. Certo è che poteva arrivare anche prima».

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