Attenzione
Camilli, anestetico d’effetto
Nessuno la può o la vuole chiamare agonia ma certo ci somiglia tanto. E sono comunque da lodare coloro che ci mettono la faccia, l’impegno (e i soldi) per evitare che nella stagione 2015-2016 a Grosseto si debba fare a meno del calcio, non solo quello di un certo livello ma comunque del calcio. A chi si pone la domanda «perché in città non c’è nessuno a cui interessi investire nel pallone?» potrebbe non bastare la risposta «colpa della crisi». Il motivo è anche che la presenza di Piero Camilli dal 2000 a oggi ha «anestetizzato» l’ambiente maremmano: il fatto che ci abbia pensato lui, nel bene e nel male, che non abbia voluto nessuno intorno («commando io»), ha ostacolato anche la sola idea di un’alternativa. O, meglio, chi ha voluto far calcio ha girato alla larga. Nessuno ha qui una potenza economica paragonabile a quella di Camilli. O, anche, nessuno qui pur avendone le possibilità ha voglia di imbarcarsi nell’avventura.
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