Il Tirreno

Grosseto

Strage di pesci nella laguna, si valuta una richiesta danni

Ivana Agostini
Un pescatore nella laguna di Orbetello
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Un pescatore nella laguna di Orbetello

Orbetello: manca ancora una stima precisa degli animali uccisi dal caldo, che potrebbe aggirarsi in un centinaio di quintali. Il sindaco Paffetti: «La situazione sta lentamente migliorando, intanto i pompaggi continuano»

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ORBETELLO. Non c’è ancora una stima precisa dalla morìa di pesci che ha ferito la laguna, i pescatori contano ancora i danni. Quanto successo in laguna nei giorni scorsi è stato il peggior epilogo di settimane intense di preoccupazione per il livello raggiunto dalle temperatura delle acque lacustri. Acque arrivate a 32 gradi e forse più, che hanno provocato una strage di orate e anguille. I pescatori erano lì. «Sono orgoglioso di rappresentarli, siamo una grande famiglia - dice Pier Luigi Piro, presidente della Orbetello pesca lagunare - Sono lavoratori che operano nella disperazione per una semplice paga e una pensione che non arriverà a 500 euro. Li ho visti persino piangere in silenzio e sempre in silenzio, sotto il sole, ripulire la laguna dal pesce morto, una laguna che è di tutti. Per il caldo qualcuno di loro si è sentito anche male ma poi è ripartito».

Quintali di pesce andato perso. Una stima che ancora non è stata fatta perché non sono ancora arrivati i dati dall’impresa che smaltisce il pesce morto. Potrebbero essere un centinaio di quintali, più o meno. Ancora ogni numero non è ufficiale. Come, al momento, non è possibile quantificare il danno subito dalla Orbetello pesca lagunare. «Potrei dire 500.000 euro – dice Piro - ma al momento ogni cifra non sarebbe esatta».

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L’esattezza non si avrà mai perché se da un lato il pesce morto è stato per lo più recuperato, a non essere recuperati sono gli avannotti. «In tutta la laguna – spiega il presidente - ne abbiamo seminati circa 600.000. Recuperare quelli morti è impossibile perché vanno rapidamente in putrefazione». Un danno che, una volta quantificato, potrebbe portare l'azienda a chiedere un risarcimento. «Non appena verificato il danno - continua l’orbetellano – valuteremo se chiedere un indennizzo, come chiederlo e a chi chiederlo».

I pescatori sono una categoria – come dice lo stesso Piro - «stranamente odiata da una piccola parte della popolazione perché considerati dei privilegiati che, invece, hanno sempre affrontato e raccolto con dignità le macerie che sono loro crollate sulla testa. Pronti sempre a dare una mano in situazioni gravi come l'alluvione».

Nel frattempo la situazione, a quanto dice il sindaco di Orbetello, Monica Paffetti, tende al miglioramento. «A oggi – dice - non si sono registrate nuove morie di orate. Tuttavia ancora non si può parlare di una risoluzione della crisi. Al momento si sta proseguendo con l’azione di pompaggio degli ossigenatori installati due notti fa. Siamo consapevoli - prosegue il sindaco - della necessità della riattivazione del laboratorio, chiuso per il taglio dei fondi dell’Università di Siena e del Monte dei Paschi. La nostra volontà è quello di riaprirlo non appena saranno reperiti i fondi necessari».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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