Il Tirreno

Grosseto

La tradizione non è tabù «Rinnoviamo il Balestro»

di Alfredo Faetti
La tradizione non è tabù «Rinnoviamo il Balestro»

Massa Comune scrive ai Terzieri proponendo di rivoluzionare lo schema «I tempi sono cambiati». Non un cavalletto ma tre per rendere la sfida più rapida

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MASSA MARITTIMA. Non un solo cavalletto, ma tre, così da rendere la sfida più rapida. Poi nove tiratori per Terziere (uno in più rispetto a oggi), un nuovo schema fatto di semifinale e finale e nell’intermezzo organizzare una seconda sfilata degli sbandieratori.

È la proposta che Gabriele Galeotti, leader del movimento civico Massa Comune, propone per rivoluzionare il Balestro del Girifalco, così da renderlo «un vero spettacolo».

Una proposta messa nero su bianco e inviata al rettore della Società dei Terzieri, Sandro Poli, a cui chiede di valutarla con «assoluta serenità».

Nel testo della lettera, Galeotti mette subito in evidenza il perché di questa sua iniziativa. «I tempi sono cambiati e sono cambiate le esigenze della gente: non prenderne atto può significare assecondare un doloroso declino – scrive – È da questo che ho maturato la profondo convinzione che la formula con cui si svolge oggi il Balestro debba essere modificata».

Intendiamoci, il consigliere comunale non vuole togliere nulla né alla storia né alla tradizione, ma la sua idea è che la manifestazione per eccellenza di Massa Marittima abbia bisogno di alcuni ritocchi, in modo da diventare uno spettacolo nel vero senso della parole.

Sono due le modifiche sostanziali proposte: la prima è di articolare il Balestro «in due fasi: semifinale e finale»; la seconda «ruota attorno al numero tre – si legge nella lettera – che non a caso è il numero perfetto». E tre dovrebbe essere i cavalletti, la pedana su cui viene montata la balestra, su cui andrebbero a salire nove tiratori per Terziere, anziché otto. E prima di questa seconda mandata, mettere in scena una seconda sfilata della compagnia degli sbandieratori. «Nella prima fase – propone Galeotti – i balestrieri andrebbero a cimentarsi ciascuno sul proprio bersaglio sulla “ruzzola” (dove viene fissato il bersaglio) del proprio Terziere».

In questo modo, «nelle ruzzole si troverebbero nove bersagli, disposti su tre file da tre»: in questo modo, «i tiri risulterebbero facilmente visibili». Con questo sistema e i tiratori che si alternano velocemente, «la semifinale andrebbe a concludersi in circa trenta minuti». Da qui, i tre migliori balestrieri di ciascun Terziere accederebbero alla finale: l’ordine di tiro potrebbe determinarsi in base al risultato della semifinale, oppure in base a un sorteggio». Così avremmo nove tiratori finalisti a salire sul corniolo (ossia la pedana) a contendersi la vittoria. «Per questione di opportunità, i tre finalisti per Terziere potrebbero scegliere da quale cavalletto tirare: on necessariamente, infatti, dovrebbero far uso di quello utilizzato in precedenza». E infine, in attesa del verdetto, allestire «la terza ed ultima parte dell’esibizione degli Sbandieratori». Questa, in buona sostanza, la modifica al Balestro. «Fino a poco tempo fa mai avrei pensato di trovarmi ad avanzare una proposta simile – dice Galeotti – Sta di fatto, però, che la manifestazione necessita di un profondo rinnovamento».

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