Il Tirreno

Grosseto

La nuova geotermia avanza, "Ma in 100 anni Enel non ha mai trovato fluido per la media entalpia"

Francesca Ferri

Mentre si moltiplicano i comitati contrari alle centrali a ciclo binario, l'azienda leader del settore frena sulle possibilità di sviluppo di questa tecnologia

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SANTA FIORA. Quella di Enel green power è la “vecchia” geotermia, la geotermia storica, ad alta entalpia, quella dei “camini” che sputano vapore, per intendersi. Ma sull’Amiata e in tutta la provincia di Grosseto c’è una “nuova” geotermia che tenta di farsi largo, quella a cosiddetta media entalpia: non ci sono sbuffi di vapore ma ci sono comunque grossi impianti impattanti, tubi, trivellazioni.

In provincia esistono 18 permessi di ricerca e sono nati vari comitati di cittadini che si oppongono a veder violentato il loro territorio dai possibili impianti che potrebbero sorgere. Ed Enel green power? Come vede l’arrivo di questi potenziali concorrenti?

«In cento anni di perforazioni in Toscana non abbiamo mai trovato la risorsa geotermica adatta alla media entalpia, cioè un fluido a 120-160 gradi. E in cento anni abbiamo fatto oltre 700 pozzi», spiega Massimo Montemaggi, responsabile geotermia per Enel green power. Che si sofferma su un altro aspetto, peraltro molto criticato dagli ambientalisti: quello degli incentivi.

«Gli incentivi statali per la produzione di energia geotermica ad alta entalpia sono di 85 euro per Megawattora – spiega Montemaggi – Quelli per la media entalpia sono di 220 euro per Megawattora. Non dico altro».

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