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la battaglia dei sindaci

Massa e Montieri contro le Poste

Massa e Montieri contro le Poste

Riduzione degli orari: un altro incontro a Firenze per scongiurarla

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MASSA MARITTIMA. Sono proprio loro a partecipare all’ultima riunione a Firenze, dato che ci hanno messo la faccia sin dall’inizio di questa battaglia. Sono il vicesindaco di Massa Marittima, Luana Tommi, e il sindaco di Montieri, Nicola Verruzzi, che oggi, di fronte allo scongelamento del piano, si pongono nuovamente alla testa della lotta contro Poste Italiane spa, pronti a firmare il nuovo ricorso al Tar. Entrambi i Comuni infatti rientrano nella scure dei tagli: sia per quanto riguarda Montieri che per Valpiana, la società prevede una riduzione dell’orario di apertura, fermandola a un giorno soltanto alla settimana. «A settembre dovrebbe arrivare la pronuncia del tribunale regionale e il 7 dello stesso mese entreranno in vigore le riduzioni degli orari di apertura - spiega Tommi - I tagli dei servizi mettono in grande difficoltà i cittadini di un territorio già disagiato e popolato per una bella parte da anziani, che rischierebbero così di trovarsi a fare lunghe file, anche solo per riscuotere la pensione o pagare la bolletta». Da qui la sintonia con il governatore Enrico Rossi, «che ha nuovamente chiesto un dialogo con l'azienda, confermando l'intento di rafforzare la protesta, anche incoraggiando i cittadini ad interrompere i rapporti finanziari di deposito e di conti corrente con Poste Italiane». Verruzzi invece è più duro, soprattutto con Poste. «Ciò che sconcerta – dice - è l'arroganza con cui l'azienda ha imposto un piano, che va a colpire piccoli comuni e mette in difficoltà i cittadini privandoli di servizi importanti: la riorganizzazione è stata decisa da Poste Italiane e confermata in una lettera del 2 luglio scorso, senza la predisposizione di un tavolo di confronto con gli enti locali e senza nessuna disponibilità al dialogo». Da qui, la ripresa della battaglia. «Ci opporremo, con le altre amministrazioni all'ennesimo provvedimento dell'azienda, che va a penalizzare in modo forte i nostri territori. Tra l'altro c'è da ricordare che Poste Italiane non ha certo problemi di bilancio: è un'azienda che nel 2013 ha prodotto qualcosa come 1 miliardo di utile».

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