Il Tirreno

Grosseto

«Le imprese muoiono» Lamioni lancia un appello

di Maurizio Bernardini
«Le imprese muoiono» Lamioni lancia un appello

Il presidente di Confartigianato si rivolge al presidente della Provincia «Convochi presto un incontro tra enti pubblici, associazioni e imprenditori»

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GROSSETO. Edilizia in apnea: serve una scossa. Prosegue il trend negativo di uno dei comparti che hanno caratterizzato gli ultimi vent’anni dell’economia maremmana. Ecco perché arriva l’appello del presidente di Confartigianato, Gianni Lamioni: «Dobbiamo ripartire insieme da un piano comune. Riprendiamo la discussione sul protocollo d’intesa per il rilancio dell’edilizia nel Grossetano. Uniamo le forze e diamo una mano a chi, per anni, ha tenuto alto il nome della nostra terra, dato lavoro e portato benessere».

Lamioni si rivolge al presidente della Provincia, Emilio Bonifazi. «Convochi al più presto un incontro tra enti pubblici, associazioni di categoria e imprenditori. Non lasciamo morire le nostre imprese e i posti di lavoro, sosteniamole e aiutiamole tutti assieme ad uscire da questa recessione così devastante». I numeri diffusi da Confartigianato sono chiari quanto impietosi. «Non c’è spazio – attacca Lamioni – per ulteriori indugi. Grosseto è una delle province italiane più colpite dalla recessione nel settore edile: siamo fanalino di coda nel Paese per la dinamica delle imprese artigiane del comparto».

Peggio della Maremma, fanno solo le aree di Teramo, Cuneo, Enna, Foggia e Como. «La nostra realtà – spiega il presidente Confartigianato - è alla pari di Cosenza e Ragusa». E, anche per quel che riguarda i permessi a costruire pubblicati dall’Istat, la nostra edilizia residenziale è in flessione del 12,2 per cento rispetto allo scorso anno. Un tonfo che arriva a uno sconcertante -83,1 per cento se calcolato nel decennio 2004-2014.

«Difficile – spiegano dall’associazione degli artigiani - pensare che i nostri imprenditori possano essere lasciati da soli nella risoluzione dei gravi problemi riscontrati fino a oggi. E pur apprezzando la disponibilità di alcuni sindaci o di certe forze politiche, che nei propri contesti comunali provano a fare qualcosa dalla paventata modifica degli strumenti urbanistici ad assemblee aperte a tutti gli attori economici e sociali, il problema, purtroppo, continua a permanere. Anzi, si sta ulteriormente aggravando». Ma attenzione: quel che dovrà venir fuori dall’incontro richiesto da Lamioni e che con ogni probabilità sarà organizzato dal presidente Bonifazi non sarà una semplice dichiarazione d’intenti. Non, tanto per usare le parole dello stesso Lamioni, «un documento senza vita. Ma una linea comune che sia fattiva e che dia i risultati sperati».

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