Il Tirreno

Grosseto

Ladri di rame a Villa Adua Portate via le grondaie

di Francesca Gori
Ladri di rame a Villa Adua Portate via le grondaie

Non ci sarebbe alcun collegamento con la scomparsa di Francesca Benetti Divelta una parete di cartongesso tra i due appartamenti al pianterreno

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POTASSA. Erano anni che quella villa era chiusa. Erano anni che nessuno entrava in quelle stanze dove secondo la Procura di Grosseto, il custode Antonino Bilella, avrebbe ucciso Francesca Benetti, prima di portare via il suo cadavere e di farlo inghiottire dal nulla.

Qualche giorno fa però, una finestra della villa era aperta e i sigilli non erano più al loro posto. E ieri mattina, il reparto investigativo e la scientifica dei carabinieri sono tornati dentro a quelle stanze che nascondo ancora oggi uno dei gialli della Maremma. Con i militari c’erano anche gli avvocati Francesca Carnicelli, che difende appunto il custode di Villa Adua, Agon Xhanaj e Alessandro Risaliti, rispettivamente legali del fratello e dei figli della donna.

Pochissimi i dubbi: chi è entrato qualche giorno fa a Villa Adua, lo ha fatto per rubare. Il primo appartamento ad essere stato visitato è stato quello di Francesca Benetti. I ladri sono entrati da una finestra al pianterreno che è stata forzata dopo che erano stati tolti i sigilli della Procura. Poi, dopo aver rovistato della donna scomparsa quasi tre anni fa, hanno abbattuto una porzione di parete in cartongesso e sono entrati nella casa del custode prima di salire al piano superiore, dove c’è un altro appartamento.

Le stanze erano sottosopra, ma a una prima ricognizione, sembra che non manchi nulla. I carabinieri, che avevano già fotografato nel dettaglio tutto l’interno della villa durante il sopralluogo dopo la scomparsa dell’ex insegnante di educazione fisica in pensione, dovranno ora confrontare le immagini scattate durante il sopralluogo di ieri mattina.

I ladri hanno però lasciato alcune tracce. La casa è chiusa da anni e la polvere sul pavimento ha catturato l’impronta delle suole delle scarpe di chi è entrato. Gli uomini della scientifica dei carabinieri hanno isolato anche altre tracce.

Quello che manca all’appello sono, al momento, le grondaie in rame che erano all’esterno della villa.

È verosimile che chi ha commesso il furto sia arrivato alla grande casa di Potassa con un furgone, raggiungendo il cancello posteriore.

Sono servite ore ai carabinieri per visitare tutta la casa e scattare le fotografie che ora saranno comparate con le immagini che gli uomini dell’Arma hanno depositato nel fascicolo della Procura.

Pochi, quindi, i dubbi degli investigatori. L’ingresso a Villa Adua quindi, non avrebbe nulla a che fare con la scomparsa di Francesca Benetti, per la quale è ora sotto processo il custode Antonino Bilella.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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