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BORSEllino vent’anni dopo

Agende Rosse a Marina per non dimenticare

Agende Rosse a Marina per non dimenticare

MARINA DI GROSSETO. Oggi a Marina di Grosseto, sul lungomare Leopoldo II di Lorena, 69, (davanti al bagno Oscar) il Movimento Agende Rosse "Gruppo Peppino Impastato" di Grosseto si ferma per...

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Oggi a Marina di Grosseto, sul lungomare Leopoldo II di Lorena, 69, (davanti al bagno Oscar) il Movimento Agende Rosse "Gruppo Peppino Impastato" di Grosseto si ferma per ricordare la strage di via D'Amelio, quando persero la vita Paolo Borsellino ed i cinque agenti della sua scorta.

Ventitré anni fa l'esplosione di una bomba posizionata da Cosa nostra in una Fiat 126, rubata e parcheggiata sotto casa della madre del magistrato. Un boato che tenne con il fiato sospeso la città, ad appena due mesi dalla strage di Capaci, che segnò la tragica morte del magistrato e degli uomini della scorta Emanuela Loi, Agostino Catalano, Eddie Walter Cosina, Vincenzo Li Muli e Claudio Traina. Tanti ancora i misteri su quelle due bombe che colpirono altrettanti simboli della lotta alla mafia. Oltre due decenni dopo si mantiene vivo il ricordo di quel tragico evento che segnò un punto di svolta nel risveglio delle coscienze. Ancora una volta nei racconti emergono i dettagli umani della vicenda e l'inumanità di quell'attentato che ha sventrato e dilaniato il ventre del Paese da Palermo fino ad arrivare alle Alpi. Quello che successe nelle ore immediatamente successive lo ricordano in molti.

La sparizione dell'agenda rossa che il giudice Paolo portava sempre con se.

La frase è scritta ovunque e ricorrente: «Chi ha paura muore ogni giorno. Chi non ha paura muore una volta soltanto». Giovanni Falcone ucciso il 23 maggio 1992 a Capaci e Paolo Borsellino hanno continuato a vivere sin dal primo momento, fin dal loro ultimo respiro, nella mente degli italiani che avevano capito il senso profondo del lavoro ordinario, di un magistrati e uomini che facevano il loro mestiere. Paolo Borsellino lo ha fatto fino in fondo, anche quando altri hanno rinunciato, anche mentre altri remavano contro, anche quando sapeva che lo avrebbero ucciso, ha lavorato sempre con attenzione e rigore per il bene di tutti. Una fede, un'idea, un pensiero importante quello che guidava Paolo Borsellino: Non si fanno trattative con i criminali mafiosi! La trattativa continua ma le idee di Falcone e Borsellino camminano sulle nostre gambe vogliamo sentire quel fresco profumo di libertà che si oppone al puzzo del compromesso.

Il ritrovo è per le 16.45 sul lungomare davanti al bagno Oscar dove il Movimento Agende Rosse esporrà i lavori dei ragazzi della scuola che ha incontrato il fratello del giudice Paolo Borsellino Salvatore la scorsa primavera. Alle 16.58 osserviamo un minuto di silenzio poi dopo le parole del Movimento Agende Rosse libertà ad interventi vari. La sera alle 21 “Caro Paolo”, video e letture e spettacolo "Frammenti”, in collaborazione con Amnesty e Arci Gay.

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