Il Tirreno

Grosseto

Un epidemiologo per sostituire Rabitti

di Alfredo Faetti
Un epidemiologo per sostituire Rabitti

Nessuna conferma ufficiale, ma spunta il nome di Valerio Gennaro: corsa contro il tempo per l’inchiesta pubblica

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SCARLINO. I tempi si stringono ma un nome vero e proprio non c’è. Ci sono indiscrezioni, bisbigli, ma nessun vero sostituto per sostituire Paolo Rabitti, il consulente nominato dai Comuni di Follonica e Scarlino per la commissione d’inchiesta pubblica riguardo il procedimento per il rilascio di nuove autorizzazioni all’inceneritore del Casone.

Le sue dimissioni infatti hanno creato un vuoto che le amministrazioni stanno cercando di colmare, anche se non è facile. Serve infatti una figura esperta in materia, capace di studiare tutto il fascicolo dell’impianto in pochi giorni e su cui i due Comuni possano fare affidamento. A Scarlino, infatti, non è piaciuto per niente il comportamento di Rabitti. E se già non fosse abbastanza complicato trovare un profilo simile (in piena estate), ieri è arrivata la conferma dal presidente dell’inchiesta pubblica, Gianni Taddei, che la seconda adunanza plenaria si terrà il 23 luglio. Giovedì prossimo.

Circolano diversi nomi dal fronte del no. Ne parlano i comitati, gli ambientalisti, le associazioni ma soprattutto le amministrazioni, al vaglio di ogni curriculum per sciogliere il nodo. Una vera candidatura sembra quella di Valerio Gennaro, epidemiologo dell’Ist di Genova, ma al momento è ancora un’ipotesi. I due sindaci, Andrea Benini e Marcello Stella, vogliono essere certi questa volta che chi avrà l’incarico andrà fino in fondo. Rabitti invece ha preferito passare la mano, in forte contrasto come quella che ha definito «una procedure irridente nei confronti di cittadini, associazioni e amministrazioni»: una rottura nata dall’organizzazione dell’inchiesta pubblica, costretta a tempi troppo brevi secondo l’ingegnere, e dalla mancata consegna di documenti (come lo studio epidemiologico), accessibile ai commissari dopo un mese dal suo deposito. Chiunque sarà il suo sostituto, dovrà riprendere la faccenda da qui, dalle contro osservazioni di Asl e Arpat; chiaramente, dopo essersi studiato tutto il fascicolo e il progetto presentato da Scarlino Energia.

L’abbandono di Rabitti comunque ha scosso anche i comitati e tutte le altre forze che si sono iscritti sul fronte dei contrari all’impianto (rappresentato appunto dall’ormai ex commissario). «Siamo molto preoccupati» dicono molti di loro. Il circolo di Rifondazione Comunista di Follonica ha diffuso anche una nota in cui, prendendo le difese del lavoro degli operai dell’inceneritore per cui andrebbero trovate «alternative concrete», torna ad attaccare la Regione. «Ancora una volta ci sembra che l’arroganza e la mancanza di democrazia alberghi nella gestione Regionale, espressione del Pd, che finge di coinvolgere nelle scelte i cittadini ma li deride e li ignora – si legge - Questo comportamento lascia intravvedere che le scelte già sono state fatte indipendentemente da ciò che i cittadini ritengono utile e giusto, scelte quindi volte a favorire l’imprenditoria privata a scapito della salute e della salvaguardia ambientale».

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