Sicurezza
Potassa, è un giallo nel giallo la morte dell’amico di Bilella
Il tribunale di Torino ordina l’esumazione della salma di Giorgio Canali, trovato cadavere in un bosco 39 anni fa: fine naturale, o l’uomo oggi accusato di aver ucciso Francesca Benetti c’entra qualcosa?
GAVORRANO. Era il proprietario della casa nella quale abitava Antonino Bilella. Ed è stato trovato morto poco dopo aver firmato il compromesso di vendita di quell'abitazione di Moncalieri dove il custode di villa Potassa aveva vissuto per qualche tempo, facendo dei lavori e destinando parte di quell'abitazione in una azienda vinicola.
Il nome di Giorgio Canali è arrivato a Grosseto, alla caserma dei carabinieri, nel dicembre del 2013 portato da una lettera anonima che raccontava questa storia. Che poneva degli interrogativi e sollevava alcuni dubbi su quella morte avvenuta quasi quarant’anni fa, quando il corpo dell’uomo fu trovato in un fosso. Dubbi che ovviamente riguardavano il ruolo avuto da Antonino Bilella anche in quella vicenda che si perde ormai nel tempo.
I carabinieri di Grosseto, insieme ai militari di Pinerolo, acquisirono gli atti della Procura torinese sulla morte di Giorgio Canali, l'operaio trentanovenne trovato in un bosco non troppo distante da quella casa. Una morte naturale, è scritto nella relazione medico legale della Procura di Pinerolo che ha archiviato il caso.
Sarebbe stato un parente dell'uomo a rivolgersi ai carabinieri dopo aver letto della scomparsa di Francesca Benetti per chiedere che quel caso venisse riaperto.
Ieri, al tribunale di Torino è stato conferito l’incarico per l’esumazione del corpo dell’uomo, in programma l’8 settembre. La Procura ha nominato come consulente il medico legale Claudio Cardellini, mentre la difesa di Antonino Bilella, gli avvocati Francesca Carnicelli e Riccardo Lottini che ieri erano a Torino, si sono affidati a Carlo Torre, così come hanno già fatto per il prcesso che si sta svolgendo a Grosseto.
Sul corpo di Canali, che fu trovato in avanzato stato di decomposizione, non ci sarebbe stata alcuna ferita. Così almeno scrisse il medico legale che si occupò della ricognizione cadaverica dopo il ritrovamento del corpo dell’uomo.
«Canali - dice l’avvocato Riccardo Lottini - almeno stando ai primi atti successivi al ritrovamento del suo corpo, era morto per cause naturali. La Procura di Torino ha deciso di riaprire il caso, ma siamo certi che questo episodio nulla ha a che fare con il nostro cliente. Non ci aspettiamo molto da questi nuovi accertamenti».
La notizia della morte di Canali è arrivata come un fulmine a ciel sereno nelle indagini dei carabinieri a dicembre, un mese dopo la scomparsa di Francesca Benetti. E per quella lettera anonima, Antonino Bilella ha anche presentato querela.
«Nei giorni precedenti alla morte di Canali - dice ancora l’avvocato Lottini - l’agricoltore non aveva avuto alcuna discussione con il nostro cliente. Anzi. Bilella lo aveva anche accompagnato alla sua casa in montagna. Il loro rapporto era sereno». Qualche problema, Canali, lo aveva avuto quasi quarant’anni fa con un vicino. Una donna contesa, il pomo della discordia. «Ma il risultato della ricognizione cadaverica - dice Riccardo Lottini - non evidenziò alcuna ferita che facesse pensare a un omicidio. Giorgio canali aveva anche una brutta malattia e negli atti la sua morte fu descritta come determinata da cause naturali».
Sarà il risultato dell’autopsia su quello che resta di Giorgio Canali a dare le risposte che mancano per risolvere definitivamente questo caso che quasi quarant’anni. «Ma da quelle analisi non ci aspettiamo nulla di diverso rispetto a quello che già sappiamo - dice Lottini - È stato uno scrupolo della Procura dopo la lettera anonima arrivata ai carabinieri».
@francegori
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