Il Tirreno

Grosseto

Pesucci e vicesindaco Bagarre alla riunione sulla sagra di Arcille

di Francesca Ferri
Pesucci e vicesindaco Bagarre alla riunione sulla sagra di Arcille

Campagnatico, alta tensione all’incontro in Comune Elismo: «Voleva aggredirmi». Lucatti: «Solo un dibattito»

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CAMPAGNATICO. «Ma il campo sportivo è o non è in regola?». La domanda, apparentemente innocua, ha scatenato un putiferio con parole grosse, grida e – secondo uno dei protagonisti – pure un tentativo di venire alle mani, poi fermato dai presenti, nella riunione convocata giovedì a Campagnatico per discutere il piano d’aiuto all’Asd Arcille con la “soluzione sagra”.

Un argomento – la sagra – che da qualche anno porta scompiglio tra l’amministrazione comunale di centrosinistra, guidata dal sindaco Luca Ricciardi, e l’Associazione festeggiamenti Arcille, vicina all’ex sindaco di centrodestra Elismo Pesucci, finita con più ricorsi al Tar.

Protagonisti, giovedì sera, lo stesso Pesucci e l’attuale vicesindaco, Massimo Lucatti. «Lucatti è arrivato quasi ad aggredirmi, poi l’hanno preso, sennò era pronto a colpirmi» dice Pesucci, che lamenta anche di essere stato bersaglio di «offese molto gravi, anche personali, da parte di Lucatti» e annuncia che nei prossimi giorni presenterà denuncia. «Solo un dibattito animato – minimizza Lucatti – non lo volevo offendere. Poi ci sta che, nella chiacchierata, qualcosa può scappare, ma non l’ho minacciato».

La bagarre è andata in scena intorno alle 23 nella sala consigliare messa a disposizione dal Comune per far incontrare le associazioni del territorio. «Dovevano decidere come aiutare l’Asd Arcille che è in difficoltà finanziarie per svolgere il campionato – spiega il sindaco Ricciardi – e hanno invitato anche gli amministratori». Partecipano lo stesso Ricciardi, Lucatti e qualche consigliere.

«Hanno convenuto che l’unico modo per dare una mano è organizzare una sagra – prosegue – e si sono offerte di farla tutte insieme. Perciò hanno chiesto all’Associazione festeggiamenti Arcille di fare un passo indietro, ritirare i ricorsi e permettere al Comune di fare un bando per riassegnare la sala di Arcille, luogo adatto a fare la sagra».

Come noto la sala, costruita durante il mandato di Pesucci, fu data a titolo gratuito dalla sua amministrazione all’Associazione festeggiamenti con una convenzione che scade fra oltre vent’anni. L’attuale amministrazione, però, basandosi su norme che impediscono a un Comune di concedere in via gratuita uno spazio, è riuscita a veder riconosciute le sue ragioni al Tar.

«L’Associazione festeggiamenti però non ha ancora consegnato le chiavi – prosegue il sindaco – e così, come Comune, l’unico spazio che possiamo dare è il campo sportivo».

A questo punto della discussione Pesucci ha chiesto al vicesindaco se il campo fosse in regola. «Era una domanda normale – dice Pesucci – il problema è che è venuta fuori la verità: Lucatti non è stato in grado di rispondere che è tutto a posto e per me questo significa che il campo non è a posto».

Da qui le versioni sono discordanti. Pesucci dice che Lucatti ha «tentato di aggredirmi ed è stato bloccato da un paio di persone», e sottolinea che «il fatto è ancora più grave perché eravamo in sala del consiglio, un luogo istituzionale, lui stesso ricopre un ruolo istituzionale e anch’io, che sono dirigente della polizia municipale».

Lucatti smorza i toni, parla di «dibattito animato», di qualche parola «scappata nella discussione», chiarisce che non aveva intenzione di offendere e che è pronto a offrire a Pesucci un caffè e chiedere scusa. «Quando la discussione è chiusa, è chiusa – dice Lucatti – resto disponibile a continuare la nostra collaborazione nell’amministrazione e nella vita». Pesucci però non vuol deporre le armi: «Lo denuncio», dice.

Tra i due “litiganti”, il terzo non gode. La discussione si è interrotta lì e la questione della sagra resta al palo. Quanto al campetto, il sindaco chiarisce che «è in regola per svolgervi attività sportive ma, non avendoci mai fatto la sagra, bisogna vedere se può ospitarla e, nel caso, sistemarlo». Alla fine, bastava una risposta.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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