Il Tirreno

Grosseto

Il signore delle api da Petricci all’Expo

di Fiora Bonelli
Il signore delle api da Petricci all’Expo

A 27 anni ha perso una gamba sul lavoro ma le sue 5 milioni di “operaie” gli hanno cambiato la vita: «A 58 anni sono felice»

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SEMPRONIANO. Api per la vita. La storia di Alfio Pappalardo, il signore delle api che gli hanno ridato la felicità e restituito la gioia di vivere, è finita all’Expo di Milano, nello stand dove si presentava la rivista “SuperAbile Inail”, dedicata a raccogliere storie di reinserimento sociale e lavorativo attraverso l’agricoltura.

Quella di Alfio è, appunto, una di quelle storie ed è prima di tutto storia di un amore vero, un legame dolcissimo che sa di miele. «Mi hanno salvato cinque milioni di operaie ronzanti e le api regine – racconta Alfio – le mie api, che ho imparato a conoscere grazie a un progetto Inail che iniziai a frequentare nel 2005. Era un corso di apicoltura che potevano frequentare anche i disabili, addirittura coloro che sono in carrozzella. E decisi di farne parte anch’io».

Alfio, che oggi ha 58 anni, è disabile dal 2005. Quando aveva 27 anni, infatti, a causa di un incidente, ha perso una gamba. Ustionato su tutto il lato sinistro del corpo dopo essere stato investito dal catrame bollente di un camion su cui stava lavorando, è rimasto anche senza il padiglione auricolare sinistro.

«Ero uno scavezzacollo e con quell’incidente il mio giovane mondo crollò. Fino a quando – prosegue – non ho ritrovato la voglia di vivere con le mie api. Ne ho circa 5 milioni distribuite in un centinaio di arnie che tengo a Petricci e allevo con la tecnica del nomadismo. Le sposto, insomma, a seconda del tipo di miele che voglio produrre e le distribuisco dove ci sono fiori particolari di cui devono nutrirsi. Ne ho sei o sette tipologie: miele di castagno, acacia, millefiori, eucalipto, erba medica, girasole, marruca, lavanda, trifoglio, propoli. Le vendo via Internet ma mi piace frequentare i tanti mercatini del Grossetano: Manciano, Semproniano, Santa Fiora, Arcidosso, anche se il mio mondo di “signore delle api” è Petricci».

A Petricci, Alfio, di origine catanese, è arrivato perché si è innamorato di Emanuela. L’ha sposata nel 1985 e domani festeggia i 25 anni di matrimonio, vissuti con la moglie, le api e tre gatti.

«Mi ritengo un uomo felice – dice Alfio – Ho dimenticato il dolore delle 250 anestesie a cui sono stato sottoposto. Oggi vivo per fare il miele e per insegnare, a chi vuole scoprirlo, il segreto dell’apicultura».

Una dedizione totale che porta Alfio anche ad accudire alle sue api senza tute protettive: «Qualche pizzico ogni tanto me lo danno – dice – ma fa parte del mestiere, come il calzolaio che ogni tanto si dà una martellata nelle dita. Ma a quei pizzichi non sono allergico. Mia moglie invece, non ci viene dalle api. Ha paura di tutti gli insetti». Alfio organizza anche corsi di apicultura: «Le api che mi hanno aiutato a capire la vita – dice – Proprio perché io ho ricevuto tanto da loro, vorrei che tante altre persone scoprano il loro mondo, che è bello, affascinante e dolce come il loro miele».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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