Il Tirreno

Grosseto

Duemila euro per non staccare la spina

di Maurizio Caldarelli

La giunta ha costituito la nuova società: si chiama Ac Grosseto. Appello agli imprenditori e ai tifosi per l’iscrizione

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GROSSETO. Il nuovo Grifone adesso ha un nome: Associazione Calcio Grosseto. La società calcistica dilettantistica è stata costituita ieri mattina dalla giunta comunale. Si sono presentati all’appuntamento con il notaio Luciano Giorgetti, che è stato uno dei sottoscrittori, il sindaco Emilio Bonifazi, nominato amministratore unico del nuovo organismo sportivo, e i suoi assessori Borghi, Tei, Monaci, Ceccarelli, Bonifazi, Goretti, Carosi, Cerciello e Stellini (che ha dato la sua adesione nonostante sia in vacanza) che saranno i consiglieri. «Abbiamo fatto quello che avremmo voluto facessero altre persone», ha sottolineato il sindaco nel corso di una conferenza stampa convocata per illustrare l’operazione, che consente quanto meno di fare un piccolo passo avanti e che ha anche lo scopo di sensibilizzare gli appassionati. «Sia chiaro - ha detto Bonifazi, insieme ai suoi assessori - che siamo qui a titolo personale. Ognuno di noi ha fatto un piccolo sacrificio, versando 200 euro, ma adesso più che mai ci dobbiamo guardare nelle palle degli occhi e dirci cosa intendiamo fare. Il Comune ha messo a disposizione la macchina, alla quale va messa però la benzina e i conti si faranno il 25 luglio». Grazie al contributo della giunta e a quello del notaio Giorgetti, che ha fornito la sua prestazione in maniera gratuita (come del resto stanno facendo il commercialista Paolo Prisciandaro e Stefano Osti), l’Ac Grosseto parte con un capitale sociale di 2.000 euro.

Adesso però serve l’aiuto della città per raggiungere i traguardi prefissi. I primi a seguire l’esempio degli amministratori sono stati Francesco Carri e Giancarlo Ciarpi, presidente e direttore generale della Banca della Maremma, che hanno versato duecento euro a testa. «La società - ha aggiunto Bonifazi - ha aperto una partita Iva ed un conto corrente alla Banca della Maremma (n. 344209, Iban: IT52P0863614302000000344209 intestandolo ad Ac Grosseto 1912 ssdarl), che rimarrà come sponsor. Chi ha a cuore le sorti della squadra di calcio può versare un contributo minino, anche di dieci euro, che verranno restituiti, nel caso in cui non si raggiunga la somma necessaria per disputare la serie D o l’Eccellenza».

Il primo cittadino, assistito dal consulente esterno Stefano Osti (uno dei quattro grossetani che salvarono il calcio grossetano dopo la fuga degli Anzidei nel 1995), ha parlato nuovamente delle cifre: «Per la serie D servono 300.000 euro a fondo perduto per l’iscrizione, più 31.000 e 19.000 di fideiussione, che sono a fondo perduto, ma è chiaro che ne occorrono altri 800.000, un milione per la stagione agonistica. È chiaro se vogliamo ripartire dalla categoria più nobile ne occorrono la metà, circa 650.000. In alternativa, se ne raccogliamo 300.000 possiamo fare l’Eccellenza, per la quale ne servono 109.000 di iscrizione e 300-400.000 per la stagione». Bonifazi ha lanciato anche un appello a tutti gli sportivi: «Noi abbiamo fatto la società, ma sarà solo merito o colpa degli appassionati se il calcio in città continuerà a vivere a certi livelli. Il Comune non mette i soldi, mette gli impianti. Ripeto, adesso il veicolo c’è e va avanti solo con aumenti di capitale. Deve essere la squadra della città».

«L’amministrazione deve fare i conti con problemi più importanti della squadra di calcio - ha aggiunto - ma al momento di impegnarci, tutti insieme, in questa operazione abbiamo pensato all’indotto, ai cinque dipendenti della vecchia società, ai ristoranti, ai bar e alle strutture alberghiere che in passato hanno beneficiato del fatto che la squadra era ai vertici nazionali. Siamo tornati venti anni indietro e non rinneghiamo il passato: sappiamo perfettamente che negli scorsi anni si è parlato di milioni di volte di Grosseto, la nostra città è andata con i suoi giocatori nelle televisioni più viste. Siamo consapevoli delle difficoltà che la città passa ma nessuno degli imprenditori che abbiamo incontrato non ha avuto la spinta per creare la società. Gli unici soldi certi per ora sono quelli che abbiamo messo noi. E l’unico business plan che è stato presentato è quello di Stefano Osti».

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