Il Tirreno

Grosseto

CAOS BASEBALL/PARLA MIGLIANTI

«I soldi per le paghe c’erano Mi sono battuto per i ragazzi»

GROSSETO. «Ho sentito il dovere di raccontare come sono andate veramente le cose, dopo aver letto cose non vere sulla vicenda baseball». Giuseppe Miglianti (foto), consigliere dimissionario del...

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GROSSETO. «Ho sentito il dovere di raccontare come sono andate veramente le cose, dopo aver letto cose non vere sulla vicenda baseball».

Giuseppe Miglianti (foto), consigliere dimissionario del Grosseto Enegan, con delega al settore giovanile e alla serata latino-americana del lunedì sera, si è sentito in dovere di chiarire la sua posizione e di difendere quella di Boni».

Miglianti fa parte del consiglio direttivo biancorosso dalla stagione 2015: «Al momento dell'allargamento - dice - ho tenuto a precisare che avrei risposto solamente per la gestione corrente».

Il dirigente punta l'indice sulla riunione di lunedì 6 luglio: «Tutto è nato da lì. Ci siamo riuniti dopo i malumori che erano serpeggiati all'interno dello spogliatoio per i mancati pagamenti dei rimborsi spese. Abbiamo chiesto al presidente Mazzei di portare il bilancio, i conti del 2015, che non avevamo ancora visto. I numeri parlano di 211.941 euro di uscite, a fronte di 171.900 euro di entrate, con un buco dunque di poco più di 40.000, ai quali andavano aggiunti i centomila necessari a chiudere la stagione. Una situazione che ha portato il presidente a ventilare anche un ritiro dalla serie A».

«Ci è sembrata subito una situazione strana - dice ancora Miglianti - ed in effetti analizzando le varie voci di bilancio è stato riscontrato che erano state inseriti 88.686 euro di spese relative alle passate gestione, compresi interessi bancarie, manutenzione (quasi 20.000 euro per il 2014), materiale da gioco ed anche rimborsi. Il che ha significato che la gestione 2015 è ampiamente in attivo: le uscite ammontano realmente a circa 123.000 euro, con un saldo positivo di 49.000 euro. E prima della fine della stagione devono essere riscossi rimborsi dal Comune, dall'Enegan e da altri sponsor. Abbiamo insomma scoperto che le risorse per pagare giocatori e tecnici c'erano e questo ha scatenato una vivace discussione. Alla fine sarebbero mancati, forse, diecimila euro, che potevamo trovare con la serata latina e con altri partner».

«Io e Alex Boni - prosegue Miglianti - siamo stati i primi a battere i pugni sul tavolo per farsi firmare gli assegni per la squadra ed adesso veniamo tacciati di essere il male del consiglio. Il direttore sportivo, ve lo assicuro, ha fatto tutt'altro che mettere zizzania, è stato il primo a mettere la faccia per andare incontro alle esigenze del gruppo. E mi dispiace che sia stato fatto passare per quello che non era».

Miglianti parla anche degli esoneri: «Lunedì il consiglio ha deciso di mandare via all’unanimità i ragazzi che si sono permessi di denigrare la società in pubblico. La prima mano alzata nella votazione è stata quella di Magalotti, la seconda di Mazzei, che tra l’altro ha sposato subito la causa Enrico Vecchi: era gasatissimo per l'arrivo del nuovo tecnico ed è stato con lui fino alle 22. Non capisco perché sia tornato indietro e non vorrei che ci fossero state ingerenze esterne».

«I ragazzi mi hanno tolto il saluto - conclude Miglianti - ma devono sapere che io mi sono battuto per far avere loro i soldi e che se ci sono dei debiti sono da addebitarsi al fallimento dell'operazione con il Mastiff o con gli americani e non certo alle spese fatte da Boni per mettere su la squadra».

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