Sicurezza
Anche la giunta “si fruga” per sostenere il Grifone
Da sindaco e assessori un piccolo contributo simbolico per dare il buon esempio Ma di imprenditori ce ne sono pochi e la serie D appare sempre più un miraggio
GROSSETO. L’operazione Grifone è arrivata alle ore decisive. Entro la sera del 17 luglio nascerà la nuova società che dovrà garantire l’iscrizione ad uno dei due principali campionati calcistici dilettantistici, serie D o Eccellenza.
In attesa di verificare l’entita delle risorse che arriveranno da parte degli imprenditori locali che in queste ultime due settimane sono stati coinvolti negli incontri programmati dal sindaco Emilio Bonifazi, i nove componenti la giunta comunale di Grosseto hanno deciso di dare il buon esempio, di aprire la strada versando un piccolo contributo per il sodalizio che si appresta a nascere. Un gesto simbolico che verrà sicuramente apprezzato da quanti hanno a cuore i colori biancorossi.
L’amministrazione comunale, e in primis Bonifazi, è parte integrante di questo tentativo di salvataggio della squadra di calcio, dopo l’uscita di scena dalla Lega Pro e dal mondo professionistico dopo tredici lunghe stagioni. E la mossa della giunta, che ha partecipato alle ultimechiacchierate, è la dimostrazione di attaccamento alla questione.
Dovrà essere infatti il primo cittadino a presentare alla Federcalcio, sulla base dell’articolo 52 delle Noif, la nuova squadra, a garantire sulla sua solidità e a mettere sul piatto della bilancia un programma triennale di attività.
Anche ieri, 16 luglio, Bonifazi, dopo aver constatato l’impossibilità di avere aiuti esterni, ha svolto il suo compito di reclutamento di imprenditori cittadini interessanti a dare una mano alla società e l’aria è stata sicuramente più serena rispetto a quella dei giorni scorsi, caratterizzati dal passo indietro dell’imprenditore senese Salvatore Caiata e dalla inesistenza di un possibile rapporto di collaborazione con Giovanni Furore, che ha creduto che in Maremma fossero stati già reperiti 410.000 euro per l’iscrizione e i primi documenti.
Sono una decina, comprese alcune persone inserite nella lista all’ultimo momento, i titolari di aziende cittadine o liberi professionisti che hanno confermato la loro disponibilità ad entrare a far parte della cordata che oggi potrebbe dar vita alla società, andando già oggi o domani dal notaio per la firma.
Da lunedì si dovrà invece pensare (e qui entra in ballo il consulente Stefano Osti, che ha dimestichezza con le pratiche burocratiche) all’iscrizione e alla preparazione dei documenti da presentare prima al comitato regionale della Figc e poi a Roma.
Nessuno, né imprenditori, né amministratori, si sbilanciano sulla categoria di appartenenza della nuova squadra. Fino all’ultimo si lavora per garantire alla città una serie D e solo dopo aver verificato l’impossibilità si dirotterà sull’Eccellenza, il torneo da cui ripartì il Grosseto venti anni fa dopo la non iscrizione da parte della famiglia Anzidei.
I tifosi, che nelle prossime settimane saranno chiamati a recitare la loro parte aderendo alla campagna abbonamenti che verrà preparata subito dopo aver avuto la certezza della partecipazione al campionato, stanno seguendo con apprensione la vicenda. C’è chi ha dato l’adesione ad un azionariato popolare in embrione e chi rimane alla finestra in attesa dell’evoluzione dei fatti.
La marcia dell’orgoglio ha confermato che il pallone è ancora nei cuori dei grossetani, ma presto verrà chiesto un reale attaccamento alla maglia.
Una cosa a questo punto è certa: la squadra di calcio tornerà in mano ai grossetani. E per ritrovare un così importante coinvolgimento di imprenditori cittadini occorre risale alla stagione 1973-74, quando il presidente Mario Ferri riuscì ad avere al suo fianco, dopo la promozione in C, personaggi conosciuti ed apprezzati come Bucalossi, Barbini, Faralli, Giorgetti, Neri, Patterlini, Franci, Ficulle, Cardoselli, Canuti, Tozzi, Montanelli e tanti altri, visto che furono ben trenta i consiglieri.
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